Grosseto, reclutava donne per l’Isis: espulsa albanese residente in Italia dal 2003

di Redazione blitz
Pubblicato il 17 ottobre 2018 14:37 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2018 14:47
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Grosseto, reclutava donne per l’Isis: espulsa albanese residente in Italia dal 2003

ROMA – Il suo compito era quello di convincere altre donne ad abbracciare l’Isis e poi raggiungere la Siria per combattere contro gli infedeli. Per questi motivi prima è stata arrestata, poi condannata in primo grado e, oggi, espulsa. Si tratta di Arta Kacabuni, alias Anila, una 44enne cittadina albanese in Italia dal 2003 e residente in provincia di Grosseto.

La donna, dice il Viminale, fu condannata dal tribunale di Milano per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo.

Il provvedimento di espulsione è stato firmato per motivi di sicurezza dello Stato: gli investigatori ritengono infatti la donna una figura rilevante sia per i contatti che aveva sia per il lavoro svolto sul piano della radicalizzazione e dell’instradamento verso la Siria di diversi soggetti.

Arta ‘Anila’ Kacabuni si occupava assieme al fratello – che è stato arrestato ed espulso a maggio appena uscito dal carcere – di reclutare adepti alla causa dell’Isis. Un ruolo che era saltato fuori nell’ambito dell’indagine delle digos di Milano e Grosseto che a luglio del 2015 portò all’esecuzione di 10 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti estremisti islamici ritenuti appartenenti allo stato islamico.

L’albanese, è emerso dalle indagini, aveva contribuito tra l’altro al percorso di radicalizzazione di Maria Giulia Sergio, la foreign fighter italiana che da quando, nel settembre 2014, è arrivata in Siria ha preso il nome di battaglia Fatima e assieme al marito Aldo Kobuzi si è unita all’Isis. Dopo il ‘lavoro’ su Fatima, Kacabuni si è anche data da fare per convincere altre donne appartenenti alla sua famiglia a raggiungere mariti e familiari in Siria. Inoltre, sempre secondo gli investigatori, ha gioito e approvato le stragi di Parigi del novembre 2015.

Dopo la condanna in primo grado da parte del tribunale di Milano, Kakabuni è stata rimessa in libertà nella giornata di ieri e subito espulsa con un volo in partenza da Fiumicino. Con quella dell’albanese sono 105 le espulsioni dall’inizio dell’anno, 341 quelle eseguite da gennaio 2015 ad oggi.