Guardie giurate annunciano sciopero: “Salvini non ha mantenuto le promesse”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2019 12:55 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2019 12:55
Guardie giurate annunciano sciopero: "Salvini non ha mantenuto le promesse"

Guardie giurate annunciano sciopero: “Salvini non ha mantenuto le promesse”

ROMA – Guardie giurate annunciano lo sciopero. Una mobilitazione definita “epocale” dai rappresentanti di categoria tra febbraio e marzo per protestare contro le promesse mancate del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Con lo stop di furgoni blindati e portavalori, si privano poste e banche della disponibilità di contanti, mettendo quindi in crisi il sistema monetario. 

Lo sciopero, a cui dovrebbero aderire oltre 50mila addetti, è programmato per la settimana dal 26 febbraio al 5 marzo ed è la conseguenza dello strappo tra l’Associazione nazionale guardie giurate e Matteo Salvini. Una rottura dovuta alle promesse mancate del ministro dell’Interno che in campagna elettorale, e anche subito dopo l’insediamento del governo, aveva assicurato ai vigilantes la “promozione” a corpo di polizia civile. Cosa che poi non è avvenuta.

Come ricorda Repubblica la protesta è montata quando i vertici dell’A.N.G.G.I. hanno visto che nel decreto sicurezza Salvini non c’è nessuna traccia di quanto promesso e il tema guardie giurate non è proprio sfiorato. “E’ da mesi che cerchiamo di sensibilizzare il ministro Salvini sulle problematiche della nostra professione cercando un confronto per risolvere i nostri problemi lavorativi e legislativi – spiega Fabio Padovani, presidente dell’ A.N.G.G.I. -. Dopo le elezioni di questo “governo del cambiamento” eravamo certi di un supporto del ministro dell’Interno, anche in merito alle dichiarazioni fatte dallo stesso. Ma il 17 settembre è uscito allo scoperto con il decreto sicurezza… in cui non siamo menzionati. Non ha mantenuto la parola data. E pensare che le guardie private e giurate italiane hanno creduto in lui e hanno espresso con il  voto il loro sostegno alla Lega”.