Guerrina Piscaglia: Padre Gratien scarcerato, rischio rinvio

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 23:54 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 23:54
Guerrina Piscaglia: Padre Gratien scarcerato, rischio rinvio

Guerrina Piscaglia: Padre Gratien scarcerato, rischio rinvio

AREZZO – Padre Gratien Alabi, arrestato lo scorso 23 aprile nell’ambito dell’inchiesta sulla sparizione di Guerrina Piscaglia da Ca’ Raffaello (Arezzo), ha ottenuto la scarcerazione: al frate congolese è stato assegnato un braccialetto elettronico e potrà andare ai domiciliari. Ma il processo in Corte d’Assise, in programma per venerdì 4 dicembre, potrebbe slittare a causa a cuasa dello sciopero dell’Unione Camere Penali Italiane, iniziato lunedì scorso e che si protrarrà fino al termine della settimana. Gli avvocati difensori di padre Gratien hanno deciso di aderire alla protesta.

Una volta ottenuto il braccialetto, il frate potrà recarsi nel Convento dei Premostratensi di Roma dove si trovava prima dell’arresto. Il gip di Arezzo aveva ritenuto il 45enne sacerdote congolese pericoloso socialmente, capace di reiterare il reato e di inquinare le prove. Gli avvocati Zacheo e Angeletti, con il consulente Novani, si erano opposti impugnando l’atto e il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta.

Padre Gratien è accusato di aver ucciso Guerrina Piscaglia, la casalinga di cui non si hanno più notizie dal 1° maggio 2014, e di averne fatto sparire il cadavere. Guerrina viveva nel piccolo paese in provincia di Arezzo insieme con il marito Mirko Alessandrini e il figlio disabile Lorenzo, di 23 anni, e frequentava la Chiesa di Padre Gratien. Secondo l’accusa, il religioso l’avrebbe uccisa per evitare uno scandalo: tra i due pare ci fosse una relazione clandestina.

Padre Gratien si è sempre professato innocente ed ha affrontato il 26 agosto un interrogatorio in cui ha ripercorso la vicenda. Ad incastrarlo sarebbero in particolare alcuni messaggi partiti dopo la sparizione della donna che dimostrerebbero, secondo l’accusa, che il frate era in possesso del cellulare di Guerrina e il racconto di un misterioso zio Francesco, personaggio che la Procura ritiene inventato.

Tutto ruota attorno ai 4000 sms d’amore che Padre Grazien e Guerrina si sarebbero scambiati. A quelli veri e quelli “postumi”. I primi dimostrerebbero che tra i due c’era una relazione. I due si vedevano spesso, in canonica e non solo. Ai messaggi si sommano le voci di paese, ovviamente da prendere con cautela. Voci che spiegano come Guerrina si fosse innamorata mentre il religioso la considerava una delle tante. Voci sì. Ma agli investigatori è bastato guardare il computer del religioso per capire che forse qualche fondamento di verità c’era: centinaia di foto di donne sedotte e immortalate in pose sexy. Compresa una suora.