Guidare al telefono come farlo da ubriachi, stretta del Governo sull’omicidio stradale

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Luglio 2020 9:20 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2020 9:20

Omicidio stradale, l’uso del cellulare potrebbe diventare un’aggravante (foto Ansa)

Omicidio stradale, l’uso del cellulare alla guida diventerà un’aggravante come la guida in stato di ebbrezza.

Omicidio stradale, a proporre l’ulteriore stretta è il ministro della Giustizia.

Buonafede ha convocato per oggi pomeriggio al ministero un tavolo di maggioranza per chiedere questa ulteriore stretta attraverso un disegno di legge ad hoc. 

A dare la notizia è Il Messaggero: nel reato di omicidio stradale diventerebbe un aggravante l’uso del cellulare alla guida e l’utilizzo di apparecchi radiotelefonici o cuffie sonore nello stesso modo in cui oggi avviene per la guida in stato di ebrezza.

Bonafede propone di rendere obbligatorio l’arresto in caso di omissione di soccorso e di eliminare gli sconti per il concorso di colpa. 

Tutte le novità verranno presentate attraverso un disegno di legge. 

Pd e Italia Viva, al momento hanno però sollevato alcune perplessità.

L’ergastolo della patente

Lo scorso ottobre fece discutere la decisione di revocare a vita la licenza di guida ad un maresciallo dei Carabinieri.

La pena accessoria venne applicata per la prima volta in Italia nel procedimento che vedeva accusato di omicidio stradale questo Carabiniere.

Alla guida dell’auto di servizio, il militare causò il 18 dicembre del 2017, un incidente nel quale morì Nicolò Luckenbach, videomaker e fotografo milanese di 32 anni che era in sella alla sua moto.

Ricoverato in ospedale, il giovane morì per le gravi lesioni riportate.

Il procedimento si è chiuso con un patteggiamento a un anno e 6 mesi per il maresciallo, oltre all’ergastolo della patente.
 
E’ stato il primo caso in Italia.
 
Il Carabiniere era alla guida di una “autovettura di servizio”.

Percorrendo viale Tibaldi, a Milano, effettuò una “svolta a sinistra”, quando in quel tratto c’era l’obbligo di proseguire diritto.

La manovra che obbligò il giovane, che in moto viaggiava in senso opposto, a frenare bruscamente, tanto che perse il controllo della moto e cadde a terra.

Nicolò Luckenbach morì in ospedale per le lesioni riportate.

Inizialmente era stato contestato all’indagato l’omicidio colposo ma poi, nei mesi scorsi, nell’udienza davanti al gup il pm aveva riformulato l’imputazione in omicidio stradale .

La vicenda si è poi chiusa col patteggiamento e la sanzione accessoria (fonte: Il Messaggero, huffington Post).