Halloween e la scomparsa di 150 gatti neri: “Le sette sataniche bevono il loro sangue”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2018 21:18 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2018 21:18
Halloween e la scomparsa di 150 gatti neri: "Le sette sataniche bevono il loro sangue" (foto Ansa)

Halloween e la scomparsa di 150 gatti neri: “Le sette sataniche bevono il loro sangue” (foto Ansa)

ROMA – Aidaa, l’Associazione in Difesa degli Animali e dell’Ambiente, lo aveva già denunciato nei giorni scorsi: centocinquanta gatti neri sono scomparsi tra le province di Torino, Monza Brianza, Varese, Viterbo e Pordenone. Proprio le province dove si concentrano i principali gruppi satanici ed esoterici. Gatti spariti alla vigilia di Halloween. Non un caso. Infatti questi “gruppi satanici” utilizzano i gatti neri per le loro messe nere.

“Sono diversi i luoghi che terremo d’occhio nelle prossime notti- dice Lorenzo Croce – anche perché a causa del possibile maltempo i luoghi dove sacrificare i gatti o gli altri animali potrebbero essere spostati in ambienti chiusi per questo saremo presenti con alcuni gruppi di controllo sia nelle zone storiche che nelle realtà diciamo cosi parallele”. 

E ora Aidaa mappa questo mondo: “Le sette esoteriche e sataniche presenti in Italia sono oltre 200 di queste un centinaio usano fare riti a base di sacrifici di animali specialmente durante le notte di solstizio e nella notte di Halloween, in particolare questi gruppi che operano anche su internet per l’adescamento di adepti uccidono gatti neri, ma anche galline ed altri piccoli animali, durante riti spesso fai da te. Le chiese sataniche più importanti invece non contemplano i sacrifici di gatti neri, anzi li condannano fermamente”.

Dove operano? “Molte sono appunto solo virtuali, il fenomeno è in diffusione sul web e sui social, dove compaiono vere e proprie pagine di gruppi esoterici che si nascondono spesso dietro centri culturali o gruppi di fan di cantanti che spesso nulla sanno delle attività di questi gruppi, vi sono poi le sette storiche che operano in particolare in Lombardia, Toscana, Veneto, Piemonte e nella zona di Roma e del Lago di Bolsena nel LAZIO e in Abruzzo”.