“Hotel a Chiomonte per gli operai Tav”: progetto pronto, Ltf non risponde

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2013 13:10 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013 13:11
"Hotel a Chiomonte per gli operai Tav": progetto pronto, Ltf non risponde

Il cantiere Tav di Chiomonte (Foto LaPresse)

TORINO – Ristrutturare un hotel a Chiomonte per ospitare gli operai della Tav Lione-Torino. Questo il progetto di un consorzio di imprenditori della Val di Susa che sperava di creare lavoro. Progetto presentato alla Ltf, azienda che si occupa del cantiere Tav, e che da un anno attende una risposta.

Nadia Matteo, presidente dell’associazione Sì Lavoro, che non è né pro né contro la Tav, racconta la storia iniziata nel 2010 a Mariachiara Giacosa per Repubblica Torino:

” «Quando aprì il cantiere della Maddalena e la Regione approvò la legge sui cantieri — racconta la presidente dell’associazione Nadia Matteo, titolare dell’omonima impresa di costruzioni — siamo diventati un consorzio. Ci avevano spiegato che le aziende valsusine dovevano fare massa, mettersi insieme per partecipare agli appalti e ai subappalti della Tav e presentare dei progetti»”.

Gli imprenditori formarono allora un consorzio con 24 aziende della valle, alcune delle quali negli anni hanno chiuso causa crisi. Appalti ancora non se ne vedono, spiega Carlo Procopio, presidente del consorzio,

“ma non è un problema, per quelli ci sono le gare e parteciperemo”.

Il loro lavoro puntava alla ristrutturazione dell’albergo Vittoria a Chiomonte, un albergo di 14 stanze che avrebbe dato lavoro a 10 persone e che avrebbe dovuto ospitare gli operai del cantiere Tav per 6 anni:

“«Nel progetto del cantiere della Tav c’è scritto che nessuno può dormire nelle baracche di cantiere — raccontano — e che le maestranze vanno ospitate in strutture ricettive o in borgate risistemate della valle»”.

L’edificio è in vendita a 300 mila euro e i costi di ristrutturazione stimati dal gruppo di imprenditori è di 1,5 milioni di euro, senza contributi pubblici e con lo scopo di un contratto da 3 milioni di euro per ospitare 40 operai del cantiere per 6 anni. Ma da luglio 2012, quando il progetto fu presentato alla Ltf, tutto tace:

“«Abbiamo preparato un business plan, che è stato esaminato da Finpiemonte. L’Osservatorio, Ltf, la Regione, tutti ci hanno detto: bel lavoro, partiamo. Ma il cantiere per la ristrutturazione doveva aprire un anno fa. E invece siamo fermi, abbiamo speso 10 mila euro e ancora non è partito niente»”.

Il silenzio pesa agli imprenditori, che hanno cercato di portare lavoro nella valle:

«Il contratto doveva essere di quattro anni più due — ricordano — e ora è ormai solo di venti mesi, perché ci hanno detto che i lavori alla Maddalena procedono più in fretta del previsto. Vorremmo solo sapere se ci hanno preso in giro o se lo sforzo di un gruppo di imprenditori che provano a conquistarsi del lavoro sarà premiato come hanno detto o sono state solo parole».