Fiumicino, hostess della spinta al passeggero: “Urlava ma gli chiederei scusa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 luglio 2015 19:01 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2015 19:01
Fiumicino, hostess della spinta al passeggero: "Urlava ma gli chiederei scusa"

Fiumicino, hostess della spinta al passeggero: “Urlava ma gli chiederei scusa”

ROMA – “Chiedo scusa per il gesto, ma mi sono difesa: temevo mi picchiasse”. Parla al Corriere della Sera la hostess di terra Alitalia che giovedì è stata protagonista, suo malgrado, di un video diventato popolare sul web. All’aeroporto di Fiumicino c’era il caos per un black out, passeggeri esasperati per lunghi ritardi e cancellazioni.

In un clima teso un passeggero si è avvicinato alla hostess in questione gridando “shut up”, ovvero stai zitta e la donna si è difesa spingendolo via. Oggi la hostess si scusa per il brutto gesto e spiega il suo punto di vista:

Gli ha dato una bella spinta, signorina…

«No, in verità l’ho scansato, perché avevo paura che mi picchiasse, quello continuava a gridarmi in inglese “shut up, shut up” , stai zitta, ed era obiettivamente minaccioso. Io e il mio capoturno ormai eravamo stati accerchiati dai passeggeri arrabbiatissimi…».

Scusi tanto, ma quelli volevano andare in vacanza e invece erano bloccati lì da parecchie ore…

«Ma certo, avevano ragione, non lo metto in dubbio, il disagio era enorme, ma era giusto incolpare noi? Noi eravamo lì per dar loro una mano e assisterli come sempre, cercando di fare del nostro meglio, con il sorriso sulle labbra. E invece urlavano in tutte le lingue, ci urlavano contro. Erano le tre di notte e stavamo lavorando dalle cinque del pomeriggio per far fronte all’emergenza dovuta all’incendio della pineta. Eravamo stanchi e stressati anche noi…».

E se ce l’avesse davanti, ora, quel passeggero…

«Gli chiederei senz’altro scusa, anzi lo faccio ufficialmente qui e adesso. Ma mi ero davvero messa paura, credetemi, perché nel frattempo un altro viaggiatore molto robusto stava strattonando il mio capoturno. Insomma era una situazione delicatissima, non mi era mai capitato in cinque anni di trovarmi tanto in difficoltà. Dopo, ho pianto. Ma ho agito per autodifesa».