Berlusconi: “Le ragazze sono foraggiatissime”

Pubblicato il 16 Settembre 2011 21:24 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2011 8:27

BARI, 16 SET – Le ragazze che passavano la notte a palazzo Grazioli erano ”foraggiatissime”. Lo dice il premier Silvio Berlusconi nel corso di una telefonata con Giampaolo Tarantini. Un modo di dire che, secondo la Guardia di Finanza, allude al fatto che ”era stato dato loro il necessario”.

La telefonata è del 17 ottobre 2010, alle 18.44 e a chiamare è il capo del governo. ”Riferendosi alle ragazze che hanno trascorso la notte a palazzo Grazioli – riassume la Gdf – tra l’altro, sottolineava: ‘guarda che hanno tutto per pagarsi tutto da sole queste qua eh’, alludendo, evidentemente al fatto che era stato dato loro il necessario. Motivo per cui Tarantini non doveva sentirsi obbligato a corrispondere loro alcunché”.

Tarantini risponde così: ”Sì, ma stia tranquillo, presidente, non c’è problema”. E Berlusconi aggiunge: ”Eh, vabbè, ma non…non…coso…perché hanno…sono…sono foraggiatissime”.

In un’altra intercettazione riportata negli atti dell’inchiesta di Bari, Berlusconi chiede a Tarantini: ”Per favore, non pigliamole alte...”, parlando delle ragazze che devono essere invitate nelle sue residenze. La telefonata è del 5 ottobre 2010.

E’ il premier che chiama Gianpi, che poco prima l’aveva contattato senza ottenere risposta. Tarantini, scrive la Gdf, ”lo incalzava prospettandogli la possibilità di organizzare un incontro con Manuela Arcuri per il mercoledì successivo riuscendo ad ottenere l’invito a trascorrere la serata insieme e a portare con se alcune ragazze, ma rimandando ad altra serata l’incontro con l’attrice romana”.

Berlusconi a quel punto dice: ”Se tu hai una ragazza da portare, due ragazze, tre ragazze da portare…” T: si’…si’…si… B: per favore, non pigliamole alte come fa questo qui di Milano, perché….noi non siamo alti…devono essere tutte come la Graziana (Capone, ndr) T: va bene, io ne porto un paio, due o tre ne porto.

Eppure, lo stesso Gianpaolo Tarantini avrebbe detto ai pm di Bari che lo hanno interrogato il 29 luglio 2009 nell’ambito dell’inchiesta sulle escort portate a casa del premier: “Io ho voluto conoscere il presidente Berlusconi ed a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo”

Tarantini inoltre aveva ammesso che ”il ricorso alle prostitute ed alla cocaina si inserisce in un mio progetto teso a realizzare una rete di connivenze nel settore della Pubblica amministrazione perché ho pensato – dice – che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società”.