I tagli? Giusti ma non a casa mia: la casta ‘Roma capitale’ boccia i risparmi del governo

Pubblicato il 20 luglio 2010 11:24 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2010 11:24

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno

Assessori e consiglieri restano al loro posto e i municipi non si toccano: la “casta” non bada a spese e ancora una volta si dimostra allergica a qualsiasi “dieta”. Il consiglio comunale di Roma respinge 56 a 0 (che tradotto significa all’unanimità, tutti d’accordo maggioranza e opposizione) i tagli promossi dal governo, che nella prima bozza del decreto attuativo di Roma Capitale aveva inserito qualche riduzione delle spese nella città che ha appena approvato un bilancio disastroso (stime recenti parlano di 9 miliardi di debito).

La bozza governativa è passata dal Campidoglio, che ha approntato modifiche, per poi tornare al governo per l’approvazione finale. E le modifiche sono di sostanza: nessun taglio, come suggerito dal governo, ad assessori, consiglieri e municipi. Ora Roma cambia status (diventa città metropolitana) e quindi perchè risparmiare?

La notizia è in home page sul sito istituzionale del Comune, corredata da alcuni numeri: “Il testo approvato contiene alcune modifiche rispetto a quello proposto, modifiche di cui il Sindaco dovrà farsi portavoce presso il Governo. Tra i principali emendamenti: 60 consiglieri, e non 48, per la nuova “Assemblea Capitolina” (futura erede del Consiglio Comunale); 15 assessori e non 12 (pari sempre a un quarto dei consiglieri); numero dei Municipi non più fissato rigidamente in 12 ma determinato dallo Statuto (in misura comunque inferiore all’attuale)”.

Tutti d’accordo, naturalmente. Maggioranza e opposizione hanno sottolineato “il clima di grande collaborazione che si è creato”.