Ian Edward “Ted” Atkins muore mentre raggiunge rifugio Coldai. Aveva scalato l’Everest

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 agosto 2018 13:18 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2018 13:19
Ian Edward “Ted” Atkins

Ian Edward “Ted” Atkins

ZOLDO ALTO – Ian Edward “Ted” Atkins muore mentre sta raggiungendo il rifugio Coldai sulle Dolomiti, nel comune di Zoldo Alto [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] in provincia di Belluno.

Atkin era uno scalatore esperto e avrebbe dovuto compiere una passeggiata decisamente semplice. Anche perché, negli anni passati, aveva scalato l’Everest. In vetta lo attendeva un amico: su quelle rocce ormai “di casa”, lo scozzese che aveva vissuto a Newcastle, residente ad Alleghe da due anni, ha trovato la morte.

L’allarme alle Centrale del 118 è scattato lunedì 20 agosto attorno alle 11. Alcuni escursionisti hanno visto un uomo precipitare in un tratto attrezzato del sentiero Tivan, il numero 557, a quota 2.300 sul monte Civetta. Atkins, 60 anni, era un esploratore, un grande appassionato di montagna e un inventore. Aveva avuto anche un trascorso come stuntman.

Atkins è finito in un ghiaione, un centinaio di metri più in basso, ed è morto. Il personale medico sbarcato dall’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha potuto solo constatare il decesso. La salma è stata affidata al carro funebre. Atkins lascia la moglie Shona e il figlio di 15 anni.

Il Corriere della Sera ricostruisce la sua cariera in breve:

“Nato a Newcastle, aveva studiato al Royal Air Force College di Cranwell e tutti lo chiamavano ‘Ted’. Ingegnere di professione, entrò nel Royal air force (Raf) mountain rescue service nel 1979, guidando la prima ascesa della parete nord dell’Eiger in Svizzera. Per la spedizione di 18 mesi a Brabant Island in Antartide, dove effettuò le prime ascensioni di 28 montagne, la regina Elisabetta gli consegnò la medaglia polare”.

“Nel 2004 fece una scalata del Monte Everest, South East Ridge, usando il suo prototipo di maschera di ossigeno ‘Topout’ che diventò poi un pezzo di equipaggiamento leader nel mercato internazionale per scalare le montagne alte. Lasciata la Raf investì tutto nella sua nuova società, la Topout Oxygeneering Ltd, ancora operativa. Non aveva mai smesso di arrampicare. Nel 2008 era tornato sull’Himalaya”.