Iglesias, testa di capretto con due cartucce in bocca inviata al sindaco Gariazzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2018 8:00 | Ultimo aggiornamento: 6 gennaio 2018 19:20
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Iglesias, testa di capretto con due cartucce in bocca inviata al sindaco Gariazzo

ROMA – Intimidazione ai danni del sindaco di Iglesias, Emilio Gariazzo. Una testa di capretto infilata in una busta, con nella bocca una cartuccia da fucile calibro 12 ancora carica, un’altra svuotata e un biglietto di minacce con su scritto “Auguri sindaco, giunta e familiari”, è stata trovata nei parcheggi del Comune.

La scoperta è stata fatta questa mattina alle 8,30 da un dipendente dell’amministrazione. Il parcheggio è sotterraneo, ma è possibile raggiungerlo dall’eterno. L’operaio ha subito chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Iglesias che hanno avviato le indagini.

Il biglietto era scritto con una penna nera a stampatello. Questa mattina il primo cittadino è stato sentito dai militari che stanno lavorando per individuare le ragioni dell’intimidazione, sicuramente collegata all’attività amministrativa. Si cercano eventuali video delle telecamere della zona.

“Non sottovalutiamo questo episodio, ma non vorrei dargli troppa enfasi”. Così Emilio Gariazzo, all’ANSA sull’intimidazione subita insieme alla giunta di Iglesias e ai suoi familiari. “Certamente è un fatto grave e brutto – ha evidenziato il primo cittadino – un gesto con un messaggio simbolico che non so collegare a qualche vicenda amministrativa in particolare. A Iglesias non abbiamo mai avuto episodi simili, Certamente in passato c’è stata qualche stupidaggine, come qualche biglietto di minacce, ma nulla di così grave come oggi”. A Iglesias tensioni si sono registrate per le attività di accoglienza ai migranti. “No, non legherei l’episodio a quell’attività – ribadisce Gariazzo – come Comune abbiamo avviato una serie di progetti molto interessanti e non abbiamo mai ricevuto intimidazioni per quel lavoro. Onestamente non so proprio a cosa collegare questo gesto”.