Igor il Russo, forze dell’ordine al ristorante durante le ricerche. Ma nessuno ha pagato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 giugno 2018 11:57 | Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2018 11:57
igor selfie

Igor il Russo, forze dell’ordine al ristorante durante le ricerche. Ma nessuno ha pagato

ROMA – La titolare del ristorante Vandelli di Molinella, in provincia di Bologna, aspetta ancora che le venga pagato il conto di 21mila euro dalle forze dell’ordine che davano la caccia, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] tra maggio e giugno del 2017, a Igor il russo.

Nel gennaio scorso la ristoratrice, Roxana Genunche, ha inviato la fattura, ma da allora lo Stato non ha ancora pagato. A riportare la notizia è Il Resto del Carlino. Tutte le altre strutture ricettive di Molinella, il B&B Cesare Magli e l’albergo Boni si sono visti saldare i conti (in totale oltre 50mila euro).

Una cosa la ristoratrice la vuole sottolineare: “Il comportamento dei carabinieri di questi due reparti è stato esemplare: tutti gentili e cortesi. Ma finita la caccia mi aspettavo a distanza di tanto tempo che lo Stato italiano saldasse i propri debiti. Abbiamo lavorato moltissimo per poter accontentare tutti: di solito siamo in cinque, ma in quel periodo c’erano persone in più ai fornelli e in sala per servire e soddisfare un numero così alto di clienti”.

“Devo pagare le tasse per una fattura che non mi è stata saldata. Ci sono stipendi da versare ogni mese, affitto, utenze, tutto sulle mi spalle” aggiunge la ristoratrice.

“Finora non avevo parlato con nessuno – spiega la Genunche – sperando che prima o poi i soldi sarebbero arrivati. Ma quando ho visto che i titolari degli alberghi hanno alzato la voce e sono stati pagati, ho deciso di farmi sentire anch’io. La mia squadra ha lavorato ed è giusto che lo Stato saldi la fattura”.

La caccia a Igor il Russo, attualmente detenuto nel carcere del penitenziario di Zuera in Spagna, ha anche comportato cali per le attività del territorio: “Al conto non pagato bisogna aggiungere – conclude – che durante la caccia a Igor il russo le attività del paese hanno subito un calo: molti visitatori e clienti preferivano altri territori per paura di incontrare il killer. Anche questi sono disagi e vanno messi in conto con i 21mila euro. Ora attendo che qualcuno si faccia vivo: devo mandare avanti un’attività e così non è affatto facile”.