Igor il russo, problemi di collegamento con Saragozza: salta la seconda udienza del processo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 novembre 2018 12:36 | Ultimo aggiornamento: 28 novembre 2018 12:36
igor il russo

Igor il russo, problemi di collegamento con Saragozza: salta la seconda udienza del processo

BOLOGNA – Il collegamento con il carcere di Saragozza non funziona e la seconda udienza preliminare del processo a Igor il Russo non si riesce a celebrare.

Il gup Alberto Ziroldi, infatti, dopo aver preso atto dei problemi tecnici che hanno impedito la presenza in videoconferenza dell’imputato, ha prima rinviato l’udienza di 30 minuti per fare un nuovo tentativo e poi, quando anche questo è stato vano, ha aggiornato tutto al 30 gennaio.

Sembra che il problema di collegamento sia dipeso dalla Spagna, dove Norbert Feher, nome di battesimo del killer, è detenuto da metà dicembre 2017, dopo aver commesso tre omicidi.

Oggi era prevista la decisione del giudice italiano sulla richiesta di rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica fatta dalla difesa di Norbert Feher, accusato di aver assassinato il barista Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri, l’1 e l’8 aprile 2017, tra Bolognese e Ferrarese.

Per la prima volta era presente anche Marco Ravaglia, l’agente provinciale rimasto ferito nell’agguato dell’8 aprile 2017 dove morì Verri, suo compagno di pattuglia, a Portomaggiore. 

Ravaglia lo ha detto ai giornalisti, ringraziando per come lo ha preparato, “il lavoro che ha svolto la mia psicologa, Rita Magnarella”, al termine della breve udienza che si è tenuta a Bologna, rinviata per il mancato funzionamento del collegamento con Saragozza.

Nel frattempo Ravaglia è ritornato al lavoro, dopo la lunga convalescenza: “Dai primi di settembre faccio riabilitazione al mattino, tre ore, poi vado, purtroppo devo stare in ufficio, e mi faccio quattro ore. Il mio lavoro lo faccio come l’ho sempre fatto: con dedizione, con passione, volentieri. Mi serve in un certo qual modo per poter ritornare sul pianeta terra. Dopo un’esperienza del genere la vita è cambiata in maniera radicale, da tutti i punti di vista”, ha concluso, con a fianco il suo avvocato Denis Lovison.