Buono regalo Ikea da 250 euro, messaggio su WhatsApp è truffa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2020 8:20 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2020 8:20
Buono regalo Ikea da 250 euro, messaggio su WhatsApp è truffa

Buono regalo Ikea da 250 euro, messaggio su WhatsApp è truffa

ROMA – Un messaggio Whatsapp che sta girando in queste ore e che contiene un buono regalo Ikea da 250 euro è l’ennesima truffa che ha lo scopo di una sottrarre i dati della carta di credito degli ignari malcapitati.

Il meccanismo della truffa è semplice: gli utenti vengono invitati a cliccare su un link, che sembra a prima vista riportare al sito Ikea.

Questo sistema viene utilizzato per mascherare la bufala con un’apparenza di ufficialità all’interno dell’iniziativa.

Ad impedire al malcapitato utente di aprire la pagina web ufficiale dell’azienda svedese, interviene poi un reindirizzamento, che conduce verso un sito terzo.

A quel punto viene richiesto di compilare un breve modulo, con poche e semplici domande propedeutiche a ricevere il buono.

Ma per accedere all’invitante promozione, l’ultimo passo è quello di offrire un piccolo contributo, il cui importo è praticamente irrisorio rispetto al valore della carta regalo.

Quest’ultimo passo è solo un espediente per invogliare il malcapitato a inserire i dati della propria carta di credito, che verrà poi estrapolati e sottratti.

Il Presidente dell’Associazione Codacons, Marco Donzelli, avvisa:

“Se questo tipo di messaggio fosse capitato solo prima di Natale, la reazione sarebbe stata quella di prenderla come una“ bufala ”.

Il messaggio del solito bontempone che cerca visibilità prenoti buoni gratis.

Lo scenario, ora, invece è totalmente cambiato: in piena pandemia e in emergenza economica, in un delicatissimo momento in cui le persone fanno fatica non solo a tirare un bel mese ma a mettere il pasto sulla tavola, la promessa di un sostanzioso buono spesa (del valore di 250 euro) fa, sicuramente, gola a tutti.

La truffa è resa ancor più meschina in quanto gli sciacalli si stanno approfittando dello stato di bisogno degli italiani, fragili e in piena crisi economica”. (fonte IL GAZZETTINO)