Catania, Ikea non fa entrare bimbo disabile senza mascherina. La denuncia della mamma bloccata su Fb

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Giugno 2020 23:52 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2020 23:52
Catania, Ikea non fa entrare bimbo disabile senza mascherina. La denuncia della mamma bloccata su Fb

Catania, Ikea non fa entrare bimbo disabile senza mascherina. La denuncia della mamma bloccata su Fb (Foto Ansa)

CATANIA – Hanno vietato l’ingresso al bimbo disabile perché non indossava la mascherina.

Accade all’Ikea di Catania, dove una mamma, Manuela Cirvilleri, è stata lasciata alla porta, insieme al marito e al figlio di sette anni, affetto da sindrome di Angelman.

A raccontarlo, con un video su Facebook, è stata la stessa donna che al quotidiano la Repubblica ha poi riferito di essere stata bloccata anche sul social network, appena 8 minuti dopo la pubblicazione.

Il giorno seguente la mamma si è vista recapitare una email di scuse da parte di Ikea, che però si è detta estranea all’oscuramento.

Questo l’avvicendarsi dei fatti, secondo il racconto reso a Repubblica dalla madre: “Sabato scorso arriviamo all’ingresso, ci misurano la temperatura, poi ci bloccano”.

“Nostro figlio è seduto su un passeggino posturale, porta una bandana al collo perché soffre di scialorrea e quindi sbava”.

Manuela Cirvilleri spiega che proprio quel dettaglio è importante “perché chi ci ha fermato indugiava molto con lo sguardo sul bambino, abbiamo capito che hanno fatto caso a questo dettaglio”.

“Quando scende un dirigente si avvicina a noi, rammaricato, e ci dice che non possiamo entrare perché il bambino non ha la mascherina”.

“Io rispondo che la legge lo consente ma non vuole sentire ragioni, così ce ne andiamo e io li informo che avrei fatto una diretta sulla mia pagina Facebook dove denunciavo l’accaduto”.

Tempo pochi minuti e il suo profilo viene bloccato. “Facebook mi scrive “attenzione abbiamo bloccato il profilo per tutelare i tuoi dati in quanto ci risulta  errata la tua data di nascita”, ma non era vero”.

“Rimando i documenti in modo da riattivare il profilo subito ma ad oggi è ancora oscurato, così faccio un’altra diretta stavolta su Instagram dove denuncio anche quest’altra cosa”.

La mail di scuse di Ikea

Il giorno dopo arriva la mail di scuse da parte di Ikea. “Ci dispiace moltissimo sapere che per lei la soluzione da noi auspicata non fosse conforme alle sue aspettative”.

“Ci piacerebbe confrontarci per capire come poterne trovare una insieme”, le scrive Alessandro Aquilio, addetto alla comunicazione italiana del colosso. 

“Ci hanno comunicato che il suo profilo Facebook sarebbe stato bannato, ci teniamo a dichiararle la nostra estraneità. Per questo abbiamo cercato un altro canale per raggiungerla. Ci piacerebbe poterla ascoltare per chiarire tutto”.

“Certo che li contatterò – spiega la mamma – ma il mio desiderio è che una cosa del genere non accada mai più”.