Ikea riapre. Migliaia di persone in fila a Milano, Torino, Roma, Bari…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2020 9:42 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2020 11:37
Ikea riapre. Migliaia di persone in fila a Milano, Torino, Roma, Bari...

Ikea riapre. Migliaia di persone in fila a Milano, Torino, Roma, Bari…

ROMA – Torino, Milano, Roma, Bari… Migliaia di persone hanno deciso di passare il 18 maggio (giorno della riapertura di negozi e locali) in fila per andare all’Ikea.

Alcune foto sono impressionanti e si vedono code lunghissime di persone con mascherina e distanziate un metro in attesa del proprio turno per entrare nel megastore svedese.

Evidentemente il tanto tempo passato in casa ha fatto sì che le persone si guardassero intorno cercando di capire cosa fare e cosa comprare per migliorare la propria abitazione.

Ma c’è anche un problema non da poco.

Troppe persone e distanziamenti impossibili di fare.

Come a Collegno in provincia di Torino dove in un giorno 15mila persone hanno preso d’assalto il megastore.

In un comunicato nei giorni scorsi Ikea aveva fatto sapere che lo store di Collegno sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20.

Pratiche igieniche rafforzate e misure per il distanziamento fisico potenziate, anche attraverso un controllo rigoroso del numero dei visitatori, consentiranno di proteggere clienti e collaboratori.

Nel punto vendita della multinazionale svedese dei mobili la coda si è vista sin dal primo mattino.

Colpa del contingentamento, dei percorsi segnati e “della sottovalutazione da parte dell’azienda del numero possibile di clienti”, dice Umberto Radin segretario della Cgil commercio. Ikea.

“Avevano calcolato un flusso di circa 1.500 persone per il giorno della ripartenza, ma dai nostri calcoli ci saranno stati circa 15 mila ingressi”, sostengono i delegati sindacali della multinazionale svedese.

Tutti concentrati sul reparto cucine e cabine armadio. E gli affollamenti?

“Ci sono stati – denunciano i sindacati – abbiamo chiesto all’azienda di sistemare la questione entro due giorni, in modo che sia tutto più ordinato e sicuro. Se non sarà così faremo sciopero ” .

Tra i lavoratori infatti è alto il timore che così tanta gente faccia alla fine saltare tutte le regole sulla sicurezza, a cominciare dal distanziamento sociale. (Fonte Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).