Il gioielliere Rodolfo Corazzo: “Rivoglio la mia pistola”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2015 8:34 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2015 8:34
Rodolfo Corazzo (foto Ansa)

Rodolfo Corazzo (foto Ansa)

MILANO – “Ho la pistola da 35 anni, non l’ho mai utilizzata e non avrei mai voluto utilizzarla quella sera. Ma la pistola mi ha salvato la vita e la rivoglio al più presto perché ora me l’hanno tolta” dice, intervistato da TeleLombardia, Rodolfo Corazzo, il gioielliere che ha sparato e ucciso uno dei rapinatori che erano entrati nella sua villa di Rodano.

“Sarebbe stupido – dice ancora Corazzo – se non mi venisse restituita, la rivoglio appena possibile, altrimenti andrò a rompere le scatole a chi di dovere. Riavere la pistola per me significa riavere la mia sicurezza e non sono disposto a farne a meno”.

La dinamica della rapina. Racconta Corazzo: “Ero appena rientrato da lavoro in moto quando i rapinatori mi hanno preso nel garage. Mi hanno toccato il giubbotto per sentire se avevo armi addosso, ma per fortuna ero talmente imbottito per il freddo che non hanno sentito la pistola che avevo nella tasca della giacca. Ero armato perché il mio lavoro richiede quello” ricostruisce il gioielliere. Una volta entrati in casa, prosegue Corazzo, “ci hanno tenuti un’ora e mezza sotto la minaccia di una pistola e di un coltello. Hanno preso i soldi che avevo in tasca, i gioielli di mia moglie e le pistole che avevo nel caveau”.

Ancora: “Loro però sapevano che avevo molto di più, che avessi soldi e molto oro. Erano nervosi, mi urlavano ‘bugiardo, dicci dove hai nascosto i soldi, abbiamo fatto 400 km per venirli a prendere’. Ma io non avevo più nulla da dargli e gli ho risposto ‘smontate pure la casa’. Uno allora mi ha colpito con schiaffo minacciandomi: ‘avete due minuti per parlare tra voi e dirmi dove sono i soldi, poi siete finiti’. A quel punto ho deciso di sparare un colpo per fargli capire che ero armato e mandarli via”. I tre hanno deciso quindi di fuggire dal garage con le refurtiva, ma non riuscendo ad aprire la cler, secondo quanto affermato da Corazzo, “sono tornati alla carica sparando sei colpi con la pistola che avevano preso nel mio caveau, una 357 magnum. L’ho riconosciuta subito perché è una pistola con una canna molto grossa, sportiva, che uso per sparare al poligono. Sentivo i proiettili che mi sfioravano. Quindi ho risposto al fuoco, ma senza prendere niente. All’ultimo momento due di loro sono venuti contro di me, lì ho nuovamente aperto il fuoco e devo averlo colpito”.