Il pentito La Causa: “Non conosco Lombardo. Aiello non me ne parlò”

Pubblicato il 20 Giugno 2012 16:05 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2012 16:44

ROMA – Si ”occupava poco dei rapporti con la politica”, tanto da ”non conoscere Raffaele Lombardo” e da ”non avere mai votato”. Così il neo pentito Santo La Causa parla del governatore nei verbali depositati dalla procura nel processo per reato elettorale al presidente della Regione Siciliana e a suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa, che si celebra davanti al Tribunale monocratico di Catania.

La Causa, che sarebbe legato alla ‘famiglia’ Santapaola, spiega il meccanismo generale di rapporti tra la ‘Cupola’ e i politici: quelli ‘minori’ pagano l’appoggio, e possono essere appoggiati anche da singoli gruppi; da quelli più importanti, gestiti dal ‘ghota’ dell’organizzazione, non versavano anticipi, la dazione avverrà dopo l’elezione con uno scambio di favori di spessore.

Secondo un’agenzia battuta dall’Ansa, La Causa avrebbe detto che nella ‘famiglia’ Santapaola uno degli uomini di riferimento e di collegamento con i politici, secondo Santo La Causa, sarebbe stato Enzo Aiello che, ha riferito il neo collaboratore, non avrebbe mai parlato con lui di Raffaele Lombardo.

Sempre secondo quanto scrive l’agenzia Ansa l”unico caso politico di cui La Causa dice di avere memoria diretta risalirebbe agli anno Settanta-Ottanta, quando il clan dei ‘Cavadduzzu’ di Catania sostenne, per gratitudine, l’allora avvocato Giovanni Leone, che aveva difeso il boss Ferrera in un processo per un accoltellamento che all’epoca fece scalpore in città.