Il sequestro anomalo di un imprenditore campano: arrestati 3 sardi

*Irene Pugliese
Pubblicato il 6 Novembre 2010 11:48 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2010 11:49

Avevano continuato a chiedere soldi anche dopo il rilascio tramite delle telefonate alla famiglia del rapito. Sono state proprio quelle telefonate a incastrarli: tre uomini di origini sarde sono stati arrestati per il sequestro del ‘re’ della vigilanza privata nel Napoletano, Antonio Buglione. Un rapimento anomalo che aveva fatto discutere sia per le modalità con cui era avvenuto che per la sua durata lampo.

Antonio Buglione nel momento del rilascio

L’imprenditore era stato prelevato nei dintorni di casa sua a Saviano il 12 settembre scorso, era riuscito a liberarsi da solo 48 ore dopo, ma i tre avevano continuato a minacciarlo, pretendendo milioni di euro. Fino a mercoledì, quando i carabinieri li hanno sorpresi e arrestati a Roma: stavano telefonando a Buglione dalla stazione Anagnina per concordare tempi e modi dell’incasso della prima rata.

Tutti e tre i fermati hanno precedenti penali, ma nessuno per sequestro di persona. E’ stata proprio la loro inesperienza, infatti, a far fallire il piano: lo ha dimostrato la facilità con cui i carabinieri li hanno intercettati, pedinati e filmati mentre passavano da una cabina telefonica all’altra per chiedere il riscatto. Dilettanti o no, erano riusciti a rapire l’uomo che, insieme al fratello, è considerato il re della vigilanza campana. Qualche anno fa si sospettava che il boss camorrista Carmine Alfieri usasse le loro guardie giurate come polizia privata per controllare gli spostamenti delle forze dell’ordine. Antonio Buglione, inoltre, è stato coinvolto in inchieste per bancarotta fraudolenta e per gli «affitti d’oro» al consiglio regionale della Campania.

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*Scuola di Giornalismo Luiss