Ilaria Alpi, Fnsi e Ordine: “No all’archiviazione, il gip riapra l’inchiesta”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 giugno 2018 16:08 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 16:08
Ilaria Alpi, Fnsi e Ordine: "No all'archiviazione, il gip riapra l'inchiesta"

Ilaria Alpi, Fnsi e Ordine: “No all’archiviazione, il gip riapra l’inchiesta” (Foto Ansa)

ROMA – La Federazione nazionale della stampa italiana, l’Ordine dei giornalisti italiani e Articolo21 si augurano che il giudice per le indagini preliminari decida di non archiviare l’indagine sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] come richiesto dal pubblico ministero.

“Prendiamo atto del rinvio e ci auguriamo che queste due settimane possano servire a riaprire l’inchiesta e ad accertare quanto meno la spaventosa catena di depistaggi e omissioni che hanno segnato questa tragedia. Un grazie a tutte le associazioni che anche oggi hanno partecipato al presidio con l’impegno di ritornare nel giorno nel quale sarà fissata la prossima udienza che potrebbe risultare decisiva. Fino alla fine verità e giustizia per Ilaria e Miran”, affermano, in una nota, Fnsi, Ordine dei giornalisti e Articolo21.

Oggi, venerdì 8 giugno, il pm di Roma Elisabetta Ceniccola ha ribadito la richiesta di archiviazione al gip per l’indagine sull’omicidio della giornalista e dell’operatore del Tg3 uccisi il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. La pm sostiene che le nuove intercettazioni giunte dai pm di Firenze nelle scorse settimane sono sostanzialmente irrilevanti e non rappresentano uno spunto solido per avviare nuovi accertamenti. Il giudice Andrea Fanelli si è riservato di decidere nei prossimi giorni.

La conversazione giunta a piazzale Clodio risale al 2012 e riguarda due cittadini somali residenti in Italia che parlando del caso Alpi affermanol’hanno uccisa gli italiani”. Si tratta di una intercettazione presente nelle carte di una inchiesta congiunta delle procure di Firenze e Catania che sette anni fa portò all’arresto di 55 persone, tutte somale, accusate di traffico di esseri umani.