Ilaria Cucchi dopo l’archiviazione del medico ‘hater’: “Non so come difendere la dignità della mia famiglia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Luglio 2020 11:33 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2020 11:33
Ilaria Cucchi ha scritto al ministero della Giustizia dopo l'archiviazione del medico 'hater'

Ilaria Cucchi dopo l’archiviazione del medico ‘hater’: “Non so come difendere la dignità della mia famiglia” (Foto Ansa)

“”Non so proprio come fare a difendere la dignità della mia famiglia”. E’ quanto scrive Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, in una lettera inviata al ministro della Giustizia e al procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione.

Ilaria Cucchi, sorella del geometra ucciso a Roma nell’ottobre del 2009 mentre era in stato di arresto, ha scritto la lettera dopo la decisione della Procura di Ferrara di archiviare le indagini a carico di un medico che nel 2018, commentando una sua intervista, la definì una “mitomane pronta a tutto”. 

Il medico aggiunse anche che “la morte di suo fratello si è rivelata essere una gallina dalle uova d’oro per lei e per la sua famiglia”.

La lettera di Ilaria Cucchi

“Sono Ilaria Cucchi, nota a tutti per essere la sorella di Stefano, morto ammazzato mentre era nelle mani dello Stato, dopo un arresto eseguito da alcuni Carabinieri la notte del 15 ottobre 2009”, scrive Ilaria Cucchi.

“Ho detto ‘nota’ perché questa è la mia grande colpa. 120 udienze, undici anni di processi e, soprattutto, le terribili condizioni nelle quali io ed i miei genitori siamo stati costretti a riconoscere il povero corpo martoriato di mio fratello, ci hanno resi noti. Famosi”.

La sorella di Stefano Cucchi prosegue affermando di non “avere mai perso la fiducia nella giustizia. Mano a mano che ci stavamo avvicinando alla verità siamo sempre più stati oggetto di attacchi beceri, insulti, auguri e minacce di morte”.

I genitori di Stefano “hanno perso la salute – afferma Ilaria – invecchiati sui banchi delle aule dei Tribunali piegati dal dolore e dalla malattia. Questo non ha fermato gli haters, sempre più aggressivi e violenti. Fanno male. Aggiungono dolore al dolore. Ci consumano. Soprattutto mia madre e mio padre”.

Le minacce

Il 24 novembre del 2018 la sorella di Stefano afferma che la sua “vita è sconvolta da minacce continue” a cui sono seguiti i commenti finiti al centro dell’indagine di Ferrara.

“Il procuratore capo ha personalmente firmato la richiesta di archiviazione della mia querela. Perché quel commento ‘non integra la fattispecie della diffamazione in quanto scriminato dall’esercizio del diritto di critica”.

La richiesta di archiviazione “cita l’articolo ma omette totalmente di riportare il commento denunciato. Pensate che l’autore ne ha riconosciuto la paternità e si è detto disposto, eventualmente, a chiederci scusa per aver agito d’impulso”. (Fonte: Ansa)