Ilaria Cucchi querelata per diffamazione dai tre poliziotti assolti

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Dicembre 2013 18:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2013 18:31
Ilaria Cucchi querelata per diffamazione dai tre poliziotti assolti

Ilaria Cucchi (Foto Lapresse)

ROMA – Ilaria Cucchi è stata querelata per diffamazione da Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici, i tre agenti della polizia penitenziaria assolti al processo per la morte di Stefano Cucchi, fratello di Ilaria. I tre contestano alcune frasi dette dalla Cucchi al Tg3 Lazio e scritte sul suo blog sull’Huffington Post.

In particolare nel mirino dei tre agenti c’è una frase, detta da Ilaria Cucchi alla giornalista del Tg3 Antonella Pallante e andata in onda nel corso dell’edizione regionale del tg il 3 novembre alle 14. La sorella di Stefano aveva detto che sarebbe andata avanti

“affinché vengano individuate e perseguite le altre responsabilità che hanno portato alla morte di mio fratello, quelle che io ritengo le più importanti perché se con la sentenza di primo grado ci si dice che Stefano è morto per colpa medica noi sappiamo benissimo che se non fosse stato per quel pestaggio nei sotterranei di Piazzale Clodio Stefano non sarebbe mai arrivato in quell’ospedale”.

Si cita anche un articolo sull’Huffington Post nel quale Ilaria Cucchi, secondo gli agenti,

“insiste nell’affermare in modo perentorio che ‘Stefano Cucchi è stato picchiato, per quel pestaggio, è stato ricoverato al Pertini e lì, perché non curato, è morto'”.

Il processo sulla morte di Stefano Cucchi, quattro anni fa, durante il ricovero all’ospedale Pertini di Roma una settimana dopo il suo arresto per droga, si è concluso con l’assoluzione dei tre agenti. Nel processo l’accusa sostenne che il geometra romano fosse stato picchiato nelle celle del tribunale di Roma e poi abbandonato a se stesso in ospedale. Tutto però finì con la condanna per omicidio colposo di cinque dei sei medici imputati (un sesto fu condannato per falso ideologico), e con l’assoluzione di tre infermieri e dei tre agenti della polizia penitenziaria.

 

“Confidavamo all’esito dell’assoluzione conseguita in sede giudiziaria e dopo lunghi anni di vessazioni, è scritto nella querela riportata dall’Ansa, di poterci finalmente riappropriare di quella serenità che ci era stata ingiustamente sottratta ma così non è stato”.