Ilva, giudice di Milano sblocca i soldi: 1,2 mld dei Riva alla società

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2015 22:38 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2015 22:38
Ilva, giudice di Milano sblocca i soldi: 1,2 mld dei Riva alla società

Ilva, giudice di Milano sblocca i soldi: 1,2 mld dei Riva alla società

TARANTO – Il Gip di Milano Fabrizio D’Arcangelo, dopo due mesi dall’entrata in vigore della legge “Salva Ilva”, ha sbloccato il miliardo e 172 mila euro di beni sequestrati al defunto Emilio e al fratello Adriano Riva. I soldi al momento ancora a Lugano presso i conti della banca Ubs, entrano nella disponibilità dell’Ilva in amministrazione Straordinaria. Si tratta della parte più cospicua della ricca dote dell’Ilva, che prevede anche i 400 milioni di euro di finanziamenti (300 saranno erogati da Cdp e 100 dalle banche) coperti da garanzia di Stato (oggi la Corte dei Conti ha dato l’ok al decreto del Mef in materia), e ai 156 milioni provenienti dal contenzioso Fintecna.

Il gip ha accolto le richieste dei commissari straordinari del siderurgico di Taranto, Pietro Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi e disposto il trasferimento delle somme all’Ilva in Amministrazione Straordinaria. Ma il trasferimento non poteva avvenire “sic et simpliciter”, perché le somme sono comunque legate ai destini del procedimento penale nel quale sono coinvolti con il defunto Emilio Riva e il fratello Adriano, anche Franco Pozzi ed Emilio Gnech tutti accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento di valori (solo i fratelli Riva) riciclaggio (i due consulenti).

Il decreto del giudice applica quanto previsto dalla legge “Salva Ilva” che prevedeva un sofisticato meccanismo tecnico per permettere al colosso siderurgico italiano di utilizzare quei fondi e destinarli al risanamento e al rilancio, applicando tutte le prescrizioni del Piano Ambientale ma nello stesso tempo poter garantire i diritti dei soggetti coinvolti dal processo penale. Ora i beni verranno convertiti in obbligazioni emesse da Ilva e saranno intestati al Fondo Unico di Giustizia e, per conto del Fug, ad Equitalia Giustizia Spa quale gestore del Fondo.

La misura cautelare del sequestro penale sulle somme si convertirà in sequestro delle obbligazioni di prossima emissione. Contestualmente al momento della sottoscrizione di questi bond avverrà il versamento delle somme nelle casse dell’Ilva, le somme saranno destinate in via esclusiva – come previsto dalla Salva Ilva – all’attuazione del Piano Ambientale e alla tutela sanitaria e non più, come previsto in precedenza all’aumento di capitale. Già nelle prossime settimane saranno emesse le prime obbligazioni incassando le relative somme. Poi ci vorranno i tempi tecnici per notificare il decreto alla Banca svizzera Ubs che provvederà a far rientrare in Italia i restanti fondi per trasformarli in obbligazioni. Molto probabilmente Adriano Riva farà ricorso in Cassazione, ma questo non sospende l’esecuzione e i trasferimenti delle somme.