Ilva, Riva attacca il Gip: “Sequestro ci impedisce l’uso di tutti i beni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2013 15:48 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2013 15:49
Ilva, Riva attacca il Gip: "Sequestro ci impedisce l'uso di tutti i beni"

Lo stabilimento Ilva di Taranto (Foto Lapresse)

ROMA – Iva, il gruppo Riva contro il Giudice per le indagini preliminari di Taranto che ha disposto il sequestro dei beni del gruppo: “Il sequestro preventivo penale impedisce all’azienda ogni utilizzo dei beni”, afferma Riva Acciaio in una nota, sostenendo che il sequestro da parte del Gip di Taranto ”sottrae alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d’uso a beneficio dell’azienda”.

Sabato 14 settembre la Procura di Taranto aveva scritto che il provvedimento di sequestro “non prevede alcun divieto di uso” dei beni aziendali, aggiungendo che il custode-amministratore ”è autorizzato ex lege a gestire eventuali necessità di ordine finanziario”.

Riva Acciaio, invece, sostiene che il provvedimento di sequestro disposto dal Gip

“sottrae alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d’uso a beneficio dell’azienda; come è noto, in assenza di un espresso provvedimento di concessione della facoltà d’uso, il sequestro preventivo penale impedisce all’azienda ogni utilizzo, in qualsiasi modo o forma, dei beni oggetto di sequestro”.

Il gruppo siderurgico lamenta anche il congelamento e la revoca de fidi da parte delle banche finanziatrici. 

“Quindi ”il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla società di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attività produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali già venduti”.

Nel frattempo in Confindustria a Genova si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra Fim, Fiom e Uilm e i rappresentanti di Ilva per siglare il rinnovo dei contratti di solidarietà che scadranno il 29 settembre. I sindacati hanno chiesto all’azienda garanzie sull’accordo di programma del 2005 che finora ha permesso la salvaguardia occupazionale (1.750 dipendenti dei quali 1.450 interessati dagli ammortizzatori sociali) e la continuità produttiva del sito genovese ma Ilva non avrebbe offerto adeguate garanzie.

L’azienda, spiegano fonti sindacali, ha subordinato le decisioni alla presentazione del Piano Industriale, a metà novembre e la preoccupazione dei sindacati è che Ilva possa prevedere nel piano anche esuberi per Genova. Da qui la decisione di sospendere la trattativa. Resta tempo per la mediazione: la proroga dei contratti deve avvenire entro il 29 settembre, ma i sindacati hanno già chiesto a Confindustria di formalizzare la richiesta di un incontro al prefetto e la convocazione dei firmatari di quell’accordo che, nel 2005, portò alla chiusura dell’area a caldo genovese, per confermarne linee e strategie. Martedì 17 settembre si terranno le prime assemblee dei lavoratori dello stabilimento per decidere le azioni di lotta.