Ilva, Riva: “Non ci dissequestrano i conti. Stipendi dipendenti a rischio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 18:42 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 18:43
Ilva, Riva: "Non ci dissequestrano i conti. Stipendi dipendenti a rischio"

Lo stabilimento Ilva a Taranto (Foto Lapresse)

MILANO – Ilva, i conti correnti della famiglia Riva restano sequestrati. Gli imprenditori avevano chiesto la revoca del provvedimento per “pagare gli stipendi e i fornitori”. Ma il Custode giudiziario ha detto no. In una nota i Riva parlano di “paralisi aziendale assoluta”, che sarebbe causata, secondo loro, dalla decisione del Custode.

Il Custode poi, ha precisato che Riva Acciaio, potrà amministrare direttamente le somme sequestrate ed effettuare pagamenti per conto dell’azienda solo se garantirà con fideiussione bancaria il rimborso all’Autorità Giudiziaria di quanto usato dal Custode. Secondo il gruppo però si tratta di una richiesta “di fatto impossibile” in quanto “Riva Acciaio non può avere fideiussioni bancarie, poiché le banche hanno sospeso ogni operatività con l’azienda in conseguenza del sequestro”.

Il gruppo del siderurgico parla anche di “oltre dieci sequestri in meno di 15 giorni” da parte del Tribunale, dopo il primo provvedimento disposto dal Gip di Taranto Patrizia Todisco lo scorso 10 settembre. “I conti correnti della società sono stati oggetto di ulteriori atti esecutivi di sequestro ancora nella giornata di giovedì 19 settembre scorso e nuovi e ripetuti atti di sequestro sono possibili in ogni momento”.

Secondo Riva Acciaio, “ieri, 24 settembre, la Guardia di Finanza, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ha dissequestrato le materie prime e di magazzino della società“, indicando che sono “necessarie all’attività produttiva”, con “contestuale immissione in possesso all’avente diritto”. Secondo il gruppo “è dunque confermato che prima del provvedimento espresso di dissequestro la società non avrebbe potuto utilizzare le materie prime proprio perché espressamente sequestrate con verbale di Polizia Giudiziaria del 16 settembre, come a suo tempo comunicato da Riva Acciaio”. I Riva sostengono poi che “il dissequestro non riguarda tuttavia i prodotti finiti di cui non si conosce con esattezza la situazione”.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro per lo Sviluppo Economico, Flavio Zanonato: “Verificherò se esistono effettivamente e concretamente le condizioni per un’immediata ripresa delle attività, valutando in caso contrario l’adozione in via di urgenza di iniziative idonee a consentire la ripresa delle attività produttiva in tutti i siti del gruppo Riva”.

Intanto, riferisce Vincenzo Castronuovo, della Fim Cisl di Taranto,  il commissario straordinario dell’Ilva, Enrico Bondi, ha dato nuovi incarichi cancellando ilgoverno ombra” che in passato avrebbe impartito ordini ai sottoposti e dettato la linea aziendale, pur non avendo con l’Ilva un rapporto diretto.