Ilva: se chiude Taranto crolla anche Genova. Doria contro i pm

Pubblicato il 8 ottobre 2012 12:25 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2012 12:26

TARANTO – La Procura di Taranto sabato sera ha dato 5 giorni di tempo all’Ilva per avviare le procedure di spegnimento degli impianti. Impianti già sequestrati il 26 luglio scorso perché inquinanti, ottemperando così al decreto del gip e alla successiva ordinanza del tribunale del riesame. L’ultimatum della Procura però non tiene conto di un eventuale effetto domino che ricadrebbe anche sugli impianti di Novi, Cornigliano e Racconigi. Impianti che la chiusura di Taranto rimarrebbero senza rifornimenti e, come già temuto, andrebbero verso il blocco con 2500 lavoratori a rischio.

Il sindaco di Genova, Marco Doria, a margine della cerimonia di inaugurazione di “Genova in Blu”, ovvero la presentazione di tutti gli eventi collaterali del Salone Nautico, ha espresso il proprio dissenso sulla decisione presa dai pm: “Sono convinto che la bonifica debba essere fatta ma con l’impianto in funzione perchè siamo già in un momento difficile. L’Ilva di Taranto è importante non solo per quella città ma per tutta l’Italia. Se chiude la crisi è nera”.

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini è comunque più cauto: “Lo spegnimento dell’Ilva in 5 giorni è impossibile perché si tratta di un impianto molto complesso tant’è che la Procura chiede l’avvio dei processi”.

La direttiva della Procura è la naturale conseguenza di un incontro che il procuratore Franco Sebastio e gli altri pm che si occupano dell’inchiesta a carico dell’Ilva per disastro ambientale hanno avuto giovedì scorso con i custodi giudiziari al palazzo di giustizia. In quella occasione i custodi avevano fatto presente ai magistrati che le procedure di spegnimento stavano ritardando per la scarsa collaborazione da parte dell’Ilva.

Ma cosa succede se la procedura di spegnimento non dovesse cominciare al termine della scadenza? La Procura sottolinea che nel caso in cui l’Ilva non ottemperasse alla direttiva “i custodi amministratori Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento si avvarranno della facoltà di nomina di ausiliari già loro concessa procedendo senza ulteriori indugi e osservando comunque tutte le cautele del caso, segnalando eventuali rifiuti, omissioni o abusi a questa Procura per tutte le possibili valutazioni del caso, anche di tipo penale”.