Imam espulso da Italia: Bimbi indottrinati contro Occidente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Ottobre 2015 13:07 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2015 13:07
Imam espulso da Italia: "Bimbi indottrinati contro Occidente"

Imam espulso da Italia: “Bimbi indottrinati contro Occidente”

VICENZA – Avrebbe indottrinato i bambini all’uso delle armi e contro l’Occidente. Per questo motivo un imam di origine algerina e residente a Vicenza è stato espulso dall’Italia. L’imam era il capo del centro islamico della provincia di Vicenza e predicava idee radicali dell’Islam, incitando i bambini a compiere da adulti gesti violenti contro la cultura occidentale.

Luca Pozza sul Gazzettino scrive che le indagini sull’imam che ne hanno portato all’espulsione sono iniziate lo scorso 21 gennaio, quando alcuni bambini di una scuola elementare di origine magrebina e di fede islamica hanno manifestato dei comportamenti sospetti:

“alcuni alunni (almeno tre), della classe quinta, tutti di origine magrebina e di fede islamica, si tapparono le orecchie per non sentire la melodia diffusa. Le motivazioni addotte dagli stessi alunni, dell’età di 9 e 10 anni, richiamavano gli insegnamenti ricevuti dall’imam del centro islamico da loro frequentato, il quale, nelle lezioni coraniche che comunemente presiede, aveva predicato che ascoltare musica ed utilizzare strumenti musicali costituisce peccato.

Dopo l’accaduto, la Digos della Questura di Vicenza, diretta dal Vice Questore aggiunto Nevio Di Vincenzo, ha avviato serrate e riservate indagini sul conto del citato imam che hanno comprovato la veridicità dell’accaduto. Da tali indagini è emerso che l’algerino aveva ormai da tempo abbracciato l’ideologia islamica salafita, scevra da contaminazioni occidentali e che in qualità di imam del centro islamico costituiva un carismatico punto di riferimento per la comunità, dimostrandosi particolarmente attivo nell’indottrinamento dei fedeli su posizioni marcatamente radicali”.

Nonostante l’imam fosse arrivato in Italia nel 2002 e avesse un periodo di soggiorno regolarmente rilasciato, non si era mai inserito nel contesto sociale italiano:

“Allo stesso modo sono state accertate incisive ed autorevoli forme di convincimento nei confronti di minori di fede islamica. Dagli accertamenti svolti è inoltre emerso che il cittadino algerino manteneva strette relazioni con esponenti del mondo islamico di orientamento marcatamente radicale e dediti alla promozione di principi originari dell’Islam ed alla diffusione dell’ideologia salafita, verosimilmente anche all’insaputa del resto delle comunità. Non intratteneva rapporti con cittadini italiani, se non con quelli convertiti all’Islam, rifuggendo qualsiasi forma di integrazione con la società italiana”.

Per questi motivi la Digos di Vicenza ha segnalato l’imam come minaccia per la sicurezza dello Stato e richiesto l’espulsione:

“L’espulsione è stata di fatto eseguita mediante respingimento alla frontiera marittima di Civitavecchia da parte della Polizia di frontiera. Infatti, l’algerino, per il periodo estivo (e prima dell’emissione del provvedimento) risultava essere tornato in patria per un breve soggiorno. All’atto del reingresso in Italia, ieri pomeriggio, proveniente da Tunisi a bordo di una motonave, sottoposto ai controlli di frontiera, gli è stata notificata l’espulsione del Ministro ed quindi stato respinto nel Paese di provenienza mediante reimbarco su motonave diretta a Tunisi, partita da Civitavecchia alle ore 19.30 circa. Per dieci anni non potrà rientrare in Italia, pena la reclusione da uno a quattro anni”.