Imane Fadil, le prime analisi: “Nessuna traccia di radioattività negli organi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2019 18:06 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2019 21:00
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Imane Fadil, le prime analisi: “Nessuna traccia di radioattività negli organi”

MILANO – Nessuna traccia di radioattività nel corpo di Imane Fadil, la modella 34enne testimone del processo Ruby Ter, morta il 1 marzo scorso. E’ questo l’esito dei primi accertamenti condotti da un pool di consulenti disposti dalla Procura di Milano.

Cade così una delle tre ipotesi, quella di morte per avvelenamento da radioattività, ipotizzata per giustificare il decesso avvenuto dopo un mese di agonia alla clinica Humanitas. Restano in piedi le altre due: avvelenamento da metalli pesanti oppure morte naturale per una malattia autoimmune. Il test, aggiunge il Corriere della Sera, era propedeutico allo svolgimento dell’autopsia vera e propria, la cui data è ancora da fissare. 

Nel 2011 la ragazza aveva partecipato a otto “cene eleganti” ad Arcore e, quando il caso “bunga-bunga” è scoppiato, ha raccontato tutto quello che sapeva in Procura. Prima del ricovero, avvenuto il 29 gennaio, è stata respinta la richiesta di Imane Fadil di costituirsi parte civile nel processo Ruby Ter. Poi la malattia e la morte nell’arco di un mese. Tuttavia i fatti in questione nulla potrebbero avere a che fare con il decesso della ragazza. (fonte: Ansa)