Imane Fadil, il legale di Berlusconi: “La morte della donna ci nuoce nel processo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 marzo 2019 13:50 | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2019 13:50
Imane Fadil, il legale di Berlusconi: "La morte della donna ci nuoce nel processo"

Imane Fadil, il legale di Berlusconi: “La morte della donna ci nuoce nel processo” (Ansa)

ROMA – “Dal punto di vista tecnico-processuale la morte di Imane Fadil nuoce alla difesa di Berlusconi perché le sue dichiarazioni entrano nel processo direttamente e così noi non possiamo procedere con il controesame”. Lo ha detto il legale di Berlusconi, Federico Cecconi, al termine dell’udienza di un filone del caso Ruby ter. “Quando muore una persona – ha aggiunto – la massima forma di dolore non è un’espressione retorica”. Sulla misteriosa morte della giovane marocchina “non voglio esprimere opinioni”, ha concluso.

Con la morte di Imane Fadil, una delle testimoni chiave delle inchieste sul caso Ruby, le dichiarazioni della giovane, deceduta il primo marzo scorso per un sospetto avvelenamento, entreranno direttamente negli atti del dibattimento. Per questo, il legale Cecconi ha spiegato che tecnicamente e dal punto di vista processuale la morte “nuoce” alla difesa di Berlusconi e “determina una conseguenza negativa”, perché i difensori non potranno più contro-esaminare la testimone in aula nel processo. 

Il presidente del collegio Giuseppe Fazio, prima di rinviare la tranche Ruby ter, che vede Silvio Berlusconi imputato assieme a Roberta Bonasia, alla settima penale per la riunione col processo principale, ha nominato anche Imane Fadil, che aveva chiesto di entrare come parte civile, e ha domandato: “C’è qualcuno che rappresenta questa posizione?”. In aula, però, per Fadil non c’era il suo legale, l’avvocato Paolo Sevesi. La questione delle parti civili verrà affrontata davanti alla settima penale dove sono già a processo l’ex premier e altri 27 imputati a cui si aggiungerà anche Bonasia (udienza fissata per il 15 aprile). In quell’occasione si prenderà atto che le ragazze che chiedono ancora di essere parti civili sono rimaste due, Chiara Danese e Ambra Battilana.

Lo stesso legale di Berlusconi, l’avvocato Federico Cecconi, ha spiegato che la questione delle parti civili verrà affrontata davanti alla settima penale, dove i giudici nella prossima udienza dovranno formalizzare la riunificazione della tranche Berlusconi-Bonasia con quella principale già a carico di 28 imputati e con al centro i reati di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza.
Battilana, Danese e la stessa Fadil con un’ordinanza letta dai giudici della settima penale a metà gennaio erano già state estromesse da parti civili nel processo principale, mentre è rimasta la posizione dell’Avvocatura dello Stato per la presidenza del Consiglio.

Sulle due richieste rimanenti delle parti civili (rappresentate dal legale Mauro Rufini, oggi non presente in aula), presentate nel filone Berlusconi-Bonasia, si dovrà esprimere di nuovo il collegio della settima, presieduto da Marco Tremolada. Il dibattimento principale di fatto non è ancora iniziato (è ancora nella fase delle questioni preliminari), malgrado la prima udienza risalga al gennaio 2017. Quando ripartirà, poi, il 15 aprile i giudici potrebbero trovarsi a decidere sulla richiesta di legittimo impedimento di Berlusconi per la campagna elettorale per Europee. (Fonte Ansa).