Imane Fadil, Marysthell Polanco: “Un uomo mi disse: basta una punturina e siete fatte”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 aprile 2019 13:35 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019 13:35
Imane Fadil, Marysthelle Polanco: "Un uomo mi disse: basta una punturina e siete fatte"

Imane Fadil, Marysthelle Polanco: “Un uomo mi disse: basta una punturina e siete fatte” (Foto Ansa)

MILANO  –  L’anno scorso una persona “disse a me, ma anche ad altre ragazze, ‘basta una punturina e siete fatte'”: secondo quanto scrive l’agenzia Ansa, riportando un articolo del Fatto Quotidiano, sarebbero queste le parole che Marysthell Polanco, una delle ragazze ospiti delle serate a casa di Silvio Berlusconi ad Arcore, avrebbe risposto ai pm di Milano che meno di un mese fa l’hanno sentita come teste nell’inchiesta per omicidio volontario aperta sulla misteriosa morte di Imane Fadil, una delle testimoni chiave del caso Ruby deceduta il primo marzo per cause in corso di accertamento.

Due le ipotesi principali al vaglio degli inquirenti: una malattia rara o un avvelenamento. Come anticipato da Il Fatto Quotidiano Polanco, ascoltata dai pm il 15 marzo, davanti agli inquirenti che le dissero che Fadil era morta avrebbe reagito dicendo: “No! Il polonio!”.

Secondo quanto scrive l’Ansa, avrebbe fatto anche riferimento ad una misteriosa persona che l’anno scorso le avrebbe detto “basta una punturina e siete fatte”. Anche Barbara Guerra è stata sentita nelle scorse settimane e pure lei ha detto di essere “spaventata”, scrive l’Ansa.

Lo scorso 26 marzo, dopo che esami più approfonditi hanno escluso la presenza di radioattività negli organi della modella (radiazioni che erano state, invece, rilevate in analisi sulle urine e sul sangue) sono iniziati gli accertamenti autoptici, ancora in corso.

Il quesito a cui gli esperti nominati dalla Procura dovranno rispondere prende in considerazione ogni aspetto: si va dall’avvelenamento per intossicazione da metalli (è stata trovata una massiccia concentrazione di cadmio, antimonio e cromo), alla morte naturale per malattia fulminante (si ipotizza anche una forma rarissima di aplasia midollare).

I familiari di Fadil seguono passo passo le indagini e gli accertamenti. I consulenti sono anche chiamati ad accertare il motivo per cui dal risultato di un test comunicato ai pm lo scorso 12 marzo siano emerse appunto “tracce di raggi alfa”.

Nel frattempo è emersa la notizia riportata dal Fatto Quotidiano secondo cui il giorno in cui il procuratore Francesco Greco comunicò ai cronisti la notizia della morte di Fadil, parlando di “sintomi di un sospetto avvelenamento”, ossia il 15 marzo, gli inquirenti hanno ascoltato Polanco che ha raccontato del misterioso avvertimento e del tale che avrebbe detto, non solo a lei, che bastava una “punturina” per avvelenarle.

L’ex avvocato di Fadil in un atto depositato a fine febbraio aveva scritto che la modella marocchina era stata “interessata da minacce, tentativi corruttivi e pressioni per la revoca della costituzione di parte civile”, in particolare nel processo ‘Ruby bis’, da parte di Iris Berardi e Barbara Guerra, anche loro, come Polanco, imputate nel ‘Ruby ter’ per corruzione in atti giudiziari con Silvio Berlusconi.  

“Le dichiarazioni di Imane Fadil sono pienamente attendibili e la veridicità delle sue dichiarazioni sulle serate di Arcore sono ampiamente confermate dai riscontri di Chiara Danese e Ambra Battilana e da intercettazioni telefoniche”, ha detto il procuratore generale della Cassazione Pina Casella nella sua requisitoria all’udienza del processo Ruby bis in corso. “Fede le aveva prospettato le serate di Arcore conoscendo le difficoltà economiche della ragazza e le aveva fatto pressioni per farle passare la notte con Berlusconi” ha aggiunto il pg, secondo quanto riferito dall’Ansa. (Fonte: Ansa)