Imane Fadil ancora senza sepoltura a 5 mesi dalla morte: manca il nulla osta

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2019 16:46 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2019 16:46
Imane Fadil

Nella foto Ansa, Imane Fadil

MILANO  –  E’ ancora senza sepoltura il corpo di Imane Fadile, una delle testimoni chiave del caso Ruby, morta il primo marzo scorso all’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano) dopo una lunga agonia. Mentre non è ancora avvenuto il deposito della relazione finale del pool di medici legali dopo i complessi accertamenti autoptici, non è stato dato nemmeno il nulla osta alla restituzione della salma alla famiglia.

Nelle scorse settimane sono comunque uscite una serie di indiscrezioni sugli accertamenti dei medici e si è saputo che sarebbe stata esclusa l’ipotesi dell’avvelenamento doloso e che si propende per una morte per cause naturali. Anche se poi in Procura hanno subito chiarito che gli esiti finali dell’autopsia non sono stati ancora depositati, cosa che non è avvenuta nemmeno in questi giorni. La famiglia, con gli avvocati Mirko Mazzali e Nicola Quatrano, è in attesa da mesi di conoscere le cause della morte della modella e non ha potuto ancora darle una degna sepoltura.  

In Procura già il 10 luglio, a seguito delle indiscrezioni, avevano precisato che la relazione non era stata ancora depositata ai magistrati nell’inchiesta aperta per omicidio volontario e che il pool di medici legali era ancora al lavoro per chiarire “punti controversi”.

L’ultima proroga concessa ai consulenti dai pm è scaduta lo scorso 26 giugno e ancora oggi, dopo quasi un mese, si è in attesa del deposito della relazione. Era stato nominato, tra l’altro, anche un altro esperto, Francesco Scaglione, professore di Farmacologia e tossicologo, per le analisi sull’alta percentuale di metalli trovata nel sangue.

Il quesito, a cui gli esperti sono stati chiamati a rispondere dalla Procura, prendeva in considerazione ogni aspetto, dall’avvelenamento per intossicazione da metalli fino alla morte per malattia (si è ipotizzata una forma rarissima di aplasia midollare). Gli accertamenti sul cadavere della giovane erano iniziati solo dopo che esami più approfonditi avevano escluso la presenza di radioattività negli organi della modella, radiazioni che erano state, invece, rilevate in analisi sulle urine e sul sangue. (Fonte: Ansa)