Imen Chatbri buttata già da Ponte Sisto? In un video si vede il killer

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 10 maggio 2019 9:49 | Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2019 9:58
Imen Chatbri buttata già da Ponte Sisto

Imen Chatbri buttata già da Ponte Sisto? In un video si vede il killer. nella foto: un fermo immagine della vicenda raccontata da Chi L’Ha Visto

ROMA – Imen Chatbri, la donna di 37 anni di origine tunisina trovata morta a Roma sulla banchina del Tevere, vicino a Ponte Sisto, la notte fra il primo e il 2 maggio, non si è suicidata e non è scivolata per sbaglio. Qualcuno l’avrebbe spinta giù dal parapetto del lungotevere per venti metri. E la scena è stata immortalata in un video di cui parla il quotidiano Messaggero, e che sarebbe stato ricostruito grazie a diversi spezzoni presi dalle telecamere di sorveglianza della zona. 

Gli investigatori stanno cercando ora di dare un volto all’uomo che l’avrebbe pedinata, finendo poi per scaraventarla giù. Si tratterebbe di un uomo che conosceva secondo gli inquirenti, qualcuno con cui la sera della sua morte aveva passato del tempo insieme in un bar a piazza Venezia.

Imen, dopo aver salutato questa persona, sarebbe stata seguita di nascosto fino al punto in cui è morta. Una volta arrivata all’altezza di Trastevere, la 37enne si sarebbe fermata a guardare il fiume sul parapetto di Lungotevere dei Vallati con i gomiti appoggiati sul travertino, forse per riprendersi un po’ dall’alcol ingerito poco prima. E’ proprio questo il momento in cui l’uomo che l’ha pedinata si sarebbe scagliato contro la tunisina, afferrandola per le caviglie e facendola così cadere di sotto per circa 20 vetri. 

Una volta giù, l’uomo avrebbe messo in scena una rapina, sistemando la borsa dietro la testa della vittima. Già secondo i primi rilievi, il corpo della 37enne non presentava segni di violenza compatibili con un’aggressione o una colluttazione. Il video chiarirebbe ora la dinamica.

Imen, scondo quanto presumono gli inquirenti, non sarebbe nemmeno riuscita vedere il volto del suo assassino, forse uno sbandato, che ora è ricercato. Si tratta di una vera e propria caccia all’uomo di cui però non si conosce l’identità. La procura però, appena accertato che il decesso dell’ex campionessa di giavellotto fosse stato procurato da qualcuno, ha cambiato l’ipotesi di reato da omicidio colposo in omicidio volontario premeditato.

Si sta ora passando a setaccio ogni dettaglio della vita della donna, cercando così di risalire all’identità dell’omicida. Pur non escludendo nessuna pista, gli investigatori escludono che possa essere stata l’ultima persona con cui Imen ha avuto una breve frequentazione. Resta da capire chi abbia voluto uccidere Imen Chatbri: la vittima, infatti, dopo una separazione dal marito e un passato burrascoso, aveva trovato un nuovo lavoro in palestra, come istruttrice. E infatti la sera della sua morte aveva con se il borsone della palestra,

Imen aveva una sorella con cui parlava spesso. Sauhir, questo il suo nome, dopo la morte della sorella, ha detto: “A me raccontava tutto se avesse avuto qualunque tipo di problema me lo avrebbe raccontato come ha sempre fatto. Se qualcuno l’avesse minacciata o importunata l’avrei saputo. Noi non abbiamo mai creduto al suicidio e adesso vogliamo la verità. Vogliamo sapere chi è stato a ucciderla. Imen merita giustizia”.

Fonte: Repubblica, Ansa