Immuni no, test nemmeno, mascherine ciao…l’Italia ha mollato

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 23 Giugno 2020 8:33 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2020 10:30
Immuni no, test nemmeno, mascherine ciao...l'Italia ha mollato

Immuni no, test nemmeno, mascherine ciao…l’Italia ha mollato (Foto Ansa)

ROMA – Immuni, l’App da scaricare per tracciare i contatti di positivi al coronavirus? Anche no: gli italiani che l’hanno scaricata sono la grandissima minoranza.

Test sierologici su campionatura su base statistica per definire geografia del contagio? I cittadini invitati al test si sottraggono in ampia maggioranza.

Mascherine? Ciao. A sera e a notte nelle città italiane la mascherina non esce di casa: nelle piazze, davanti ai bar e ai pub la gran maggioranza la mascherina non la mette più. Solo i giovani ne fanno a meno? No, mascherina ciao anche sulle spiagge. E sempre più mascherina vissuta come accessorio da ingombro.

MASCHERINE VERE E FINTE

Cala la mascherina, in quantità. Aumentano i luoghi e i momenti della vita collettiva in cui mascherina ciao…E cala sempre più mascherina in qualità, qualità sanitaria dell’uso. Sommate quelli che la mascherina la cambiano se va bene una volta a settimana, più quelli che la portano a naso scoperto, più quelli che l’abbassano quando parlano, più quelli mascherina al mento o al collo…E sottraete il robusto totale alla percentuale di italiani che veramente e davvero usano la mascherina in funzione anti contagio.

BOCCIA E LO SCHIAFFO

Boccia ministro, salutando e ringraziando medici e infermieri, ha voluto dire che le ormai quotidiane scene di tranquilli e sfacciati assembramenti per ogni dove sono uno “schiaffo” agli uomini e alle donne degli ospedali, ai lavoratori della Sanità, alle centinaia di medici e infermieri morti sula lavoro, ai 34 mila morti di coronavirus.  L’immagine dello schiaffo ai morti voleva essere un richiamo brusco ma suona invece con una tonalità di rassegnazione sostanzialmente senza gran speranza di essere ascoltati.

L’ITALIA HA MOLLATO

A torto o a ragione l’Italia ha mollato. La gran parte della pubblica opinione ha deciso di sapere che coronavirus ormai abbaia ma non morde. Lo ha deciso la gente, sostanzialmente di suo. Solo parzialmente aiutata nella decisione da un quotidiano fraintendimento tra scienza e comunicazione. Medicina parla una lingua che i mass media non intendono e che  quindi non sanno tradurre.

E poi la parola d’ordine, inconfessata e inconfessabile, già trasvola da una casa a un negozio, da una spiaggia a un bar…Coronavirus ha stufato. 

CORONAVIRUS HA EMIGRATO

Nel comune sentire italiano coronavirus ha emigrato. Emigrato in un altrove lontano lontano lontano…Usa? Brasile? Perù? Iran? Messico? Roba lontana. Verso i nove milioni di contagiati e verso il mezzo milione di morti? Germania e Portogallo dove pur si riaccende? Tanto lontano non sarebbero, però è come se fosse. E le mini zone rosse italiane, Palmi e Mondragone, son quasi mini panni sporchi da sottacere.

Tracciare, testare, distanziare…A malapena è rimasta la terza nella testa collettiva degli italiani. Tracciare con una app peraltro cervellotica e improbabile (senza l’immissione automatica e quindi anonima ma obbligatoria dei positivi a che serve?) appare ai più inutile se non scomodo (magari ci scappa una fastidiosa quarantena). Testare se il test è di Stato desta sospetto e fastidio. Non respirarsi addosso sta nella percezione collettiva sempre più somigliando ad un divieto di sosta o a un limite di velocità: sì, va bene, ma…

L’Italia ha mollato, è convinta di avere ben altro a cui pensare, sostanzialmente ai soldi venuti meno, ai soldi andati. Coronavirus? Andato anche lui. Volontà popolare lo ha scacciato, almeno dalla mente. In fondo l’ha detto anche Trump: basta far meno tamponi e coronavirus non lo vedi più.