Immunità di gregge? In Lombardia i Comuni più colpiti a marzo ora hanno pochi contagi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Ottobre 2020 12:30 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2020 12:30
Immunità di gregge? In Lombardia i Comuni più colpiti a marzo ora hanno pochi contagi

Immunità di gregge? In Lombardia i Comuni più colpiti a marzo ora hanno pochi contagi (Nella foto i camion con i morti di Covid a Bergamo)

Bergamo e Lodi su tutti sono stati i Comuni della Lombardia più colpiti dalla prima ondata di coronavirus a marzo-aprile. Oggi hanno un basso numero di contagi: immunità di gregge?

Si torna a parlare di immunità di gregge dopo aver visto i dati dei contagi di alcuni Comuni della Lombardia. I dati in effetti sono chiari, oggi nei Comuni più colpiti dalla prima ondata ci sono meno contagi rispetto ad altre cittadine lombarde. 

Gli aumenti percentuali di contagi dal 2 al 23 ottobre nelle province della Lombardia sono infatti discrepanti. Varese: +64,7 per cento. Monza-Brianza: +61,3 per cento. Milano: +60,7 per cento. Poi si scende con Como (+39,9), Pavia, Lecco, Sondrio. Ben lontani dai picchi di Milano-Monza-Varese, ecco Mantova (+15,5) e Lodi (+18,1). Poi in fondo Bergamo (+6,9), Cremona (+9,2), Brescia (+9,7). I contagi in questa seconda ondata sono più bassi nelle aree che furono le più colpite tra febbraio e aprile. Perché?

Luca Lorini, primario di Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Bergamo, dice al Fatto Quotidiano che i bergamaschi “hanno imparato in fretta, hanno visto i morti e i camion militari con le bare, la primavera scorsa, dunque oggi hanno un atteggiamento responsabile e un comportamento più attento”.

Ma c’è anche probabilmente l’immunità di gregge, oppure immunità “di comunità”. “Nell’organismo di chi è stato contagiato, si sviluppano anticorpi – spiega Lorini – ce lo dimostrano le analisi sierologiche, che ci dicono proprio chi ha incontrato in passato il virus. Le analisi sierologiche nella popolazione della provincia di Bergamo provano che l’ha incontrato il 35-40 per cento della popolazione”. Quindi gli asintomatici oppure quelli con lievi sintomi avrebbero sviluppato anticorpi contro questa seconda ondata.

Immunità di gregge, una “falsa promessa”

Eppure l’immunità di gregge è stata sempre definita come falsa e dannosa, sia dall’Oms che da molti scienziati. Ben 80 scienziati di tutto il mondo hanno infatti scritto una lettera per dire che l’immunità di gregge per affrontare il coronavirus è “inutile, dannosa e costa vite umane”.

Gli 80 scienziati spiegano che “l’idea di arrestare il coronavirus raggiungendo l’immunità di gregge è un errore pericoloso, non supportato da alcuna evidenza scientifica”. “Tenere sotto controllo la diffusione del virus mettendo in atto delle regole da rispettare è il modo migliore di proteggere società ed economia. Fino all’arrivo di terapie e vaccini efficaci ed evitare nuovi lockdown“.

Questa quindi la voce unanime di 80 scienziati di tutto il mondo e di varie competenze scientifiche tra cui epidemiologi, pediatri, virologi, psicologi. Hanno stilato una lettera aperta John Snow Memorandum, pubblicata oggi su The Lancet. La lettera sarà anche presentata al 16imo World Congress on Public Health programme 2020.

L’approccio di raggiungere l’immunità di gregge – scrivono – è fallace e costosa in termini di vite umane ed economici. Inoltre non arresterebbe comunque il virus, che tornerebbe più volte in nuove ondate ripetute. Anche perché sono sempre maggiori le evidenze secondo cui l’immunità post-infezione al SARS-CoV-2 dura solo pochissimi mesi dal contagio, poi svanisce e il rischio di reinfezione non è remoto”. (Fonti Il Fatto Quotidiano e Nature).