Marito e figlio scomparsi: donna scrive lettera a boss latitante Messina Denaro

Pubblicato il 23 giugno 2010 20:42 | Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2010 20:49

Matteo Messina Denaro in una ricostruzione al computer fatta dalla Polizia

Non vuole lasciare nulla di intentato per sapere che fine abbia fatto il figlio. Così  Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore Antonio Maiorana, 47 anni, e madre di Stefano, 22 anni, i due uomini scomparsi dal 3 agosto 2007 a Palermo, scrive una lettera aperta rivolta al boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro per chiedere di darle notizie del figlio qualora ne avesse.

Un altro figlio di Accardo e Maiorana, Marco, si era tolto la vita  a 22 anni, il 6 gennaio 2009 gettandosi dal balcone di casa dei nonni. ”Egr. Sig. Matteo – scrive la donna – voglio sapere cos’è successo ai miei meravigliosi figli Stefano e Marco Maiorana: l’uno scomparso insieme al padre da un cantiere ad Isola delle Femmine(PA), l’altro ucciso dal silenzio che incombe su questa storia. Perchè rivolgermi a lei da genitore a genitore? Dal giorno della scomparsa di Stefano e del padre Antonio, si sono avvicendate una serie d’ipotesi che vanno dalla lupara bianca all’allontanamento volontario”.

”L’11 dicembre 2009 – prosegue – ho ricevuto una telefonata da un uomo che ha detto di essere amico di Stefano e di conoscere anche il padre che sarebbe fuggito dalla Sicilia per sottrarsi a morte sicura, grazie all’aiuto di Matteo Messina Denaro che a tutt’ oggi permette la loro sopravvivenza all’interno di un’ area tra Cali’ e Bogota in Colombia”.

La donna sostiene di aver saputo che il suo ex marito nel tentativo di realizzare a Castelvetrano (Tp), zona d’influenza del boss Messina Denaro, un albergo usufruendo dei finanziamenti europei a fondo perduto per 20 miliardi di lire, aveva intestato a suo figlio Stefano un ruolo di responsabilità.

”Ho vaghissima memoria – scrive – di trascorsi familiari attinenti ai miei nonni, le cui origini ci vedono imparentati con le famiglie Accardo di Partanna. Confido che questa lettera aperta (ho scelto di vivere nella trasparenza e nel reciproco rispetto dei miei simili) vorra’ suggerirle modalita’ discrete ma di grande valore per la sottoscritta alla ricerca della verità.

Con riferimento al suo ruolo genitoriale, la ringrazio sin d’ora auspicando che la mia condizione di madre che perde due figli meravigliosi, possa beneficiare di un sostegno superpartes: ritengo che il diritto di essere madre sovrasti qualsiasi dimensione”.