In corteo per «salvare l' acqua»: referendum contro la riforma

Pubblicato il 21 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2010 12:00

da: Corriere della Sera

«Almeno regalateci il vino». E anche «Ce la vogliono dare a bere»: gli striscioni a metà corteo non sono che due tra tanti, perché l’ ironia è la scelta dei duecentomila – dato degli organizzatori, settemila per la questura – che attraversano Roma per dire «no alla privatizzazione dell’ acqua». Ci sono molti bambini, ragazze con le gocce blu dipinte sulle guance, il «gruppo Beppe Grillo» di Pontedera, sindaci che in piazza Navona intonano «Bella Ciao» e le bandiere politiche – quasi esclusivamente quelle rosse della sinistra attualmente extraparlamentare, di Prc, di Sel, oltre a quelle Verdi e qualcuna, rarissima, dell’ Idv – relegate in fondo. Il Pd non è in piazza, e il responsabile Green economy Ermete Realacci critica la scelta dei manifestanti di proporre «tre referendum per l’ acqua pubblica»: «È importante che ci sia tanta gente, perché è una risorsa preziosa e lo sarà ancor più in futuro. Ma sul referendum ho molti dubbi: rischia di produrre l’ effetto contrario». Ne fa un discorso di quorum mai raggiunto negli ultimi anni, lui, ma si tratta di calcoli non proprio diffusi in questo…

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