In Italia è emergenza abitativa, 4 milioni le case “fantasma”

Pubblicato il 25 Febbraio 2010 16:25 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2010 16:25

Inquilini che ci sono ma non si devono vedere. Residenti «mordi e fuggi» che firmano contratti di quindici giorni o, massimo, un mese. Stranieri che pagano in contanti e, all’occorrenza, smammano in fretta. Questo il giro di vite intorno ai 4 milioni di case fantasma in Italia. Quelle insomma che sono affittate, ma in nero.

Un giro d’affari che sfugge al fisco e sfiora i 9 miliardi di euro l’anno. A preoccuparsi di mettere a nudo questo fenomeno sommerso (1 milione di alloggi vuoti, tre milioni affittati in nero) per la prima volta nella storia, in modo bipartisan, tutti i sindaci italiani. Il record, secondo l’Anci, spetta a Roma e Milano quelle stesse città dove si registra una media che va dalle 30 mila alle 13 mila persone in coda per ottenere una casa popolare.

E’ così: a fronte di una marea di alloggi vuoti o inutilizzati (almeno per la legge) in Italia le famiglie in coda per ottenere un tetto sono 600 mila. Con una media di attesa procapite per ottenere il sospirato alloggio che va dai cinque ai dieci anni. Se poi, accanto a questo fenomeno – l’affitto che c’è ma non si vede – consideriamo il fatto che il governo ha tolto l’Ici sulla prima casa, trascurando però del tutto il problema dell’affitto sommerso si capisce il motivo per cui l’Anci abbia deciso, domani 26 febbraio a Venezia, in un convegno («Una nuova politica sugli affitti: le proposte dei Comuni») di affrontare di petto l’argomento.

«Soltanto fornendo incentivi fiscali ai proprietari – scrive in una nota l’Anci –  quali l’azzeramento dell’Ici per chi pratica canoni calmierati, una tassa fissa del 20 per cento sulla rendita derivante dalla locazione e la totale deducibilità dell’affitto da parte degli inquilini sulla denuncia dei redditi, si può favorire l’incontro fra domanda e offerta». In molti Comuni, come a Genova o a Torino – incalzano all’Anci – sono già attive le Agenzie pubbliche per la locazione a canoni calmierati: qui si offrono contributi economici a proprietari e inquilini (sui 5 mila euro) e si mettono al riparo i proprietari da morosità e danni. I sindaci, però, chiedono di andare oltre: «Il Governo deve istituire un’Agenzia nazionale per l’affitto in grado di mettere in rete gli sportelli e vigilare sul sommerso». Un grande occhio contro l’affitto invisibile.