In Lazio, Calabria e Sicilia oltre il 50% di casi di malasanità

Pubblicato il 24 ottobre 2011 10:26 | Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2011 12:35

MILANO, 24 OTT – In quasi 2 anni e mezzo sono stati 470 i casi di malasanita’ giunti all’esame della Commissione d’inchiesta sugli Errori sanitari, con una media di quasi due al giorno (1,85), di cui 329 terminati con la morte del paziente. A fare pero’ il pienone sono Lazio, Calabria e Sicilia, che insieme totalizzano oltre la meta’ dei casi (239, rispettivamente 51, 97, 91) tra errori e altre criticita’, con una media di 3,6 casi al giorno.

Dai dati presentati dalla commissione presieduta da Leoluca Orlando (Idv), che vanno da fine aprile 2009 al 30 settembre 2011, emerge che i presunti errori sanitari sono stati 326, di cui 223 conclusisi con il decesso del paziente. La maglia nera va alla Calabria, con 82 casi di presunti errori e 67 decessi, seguita da Sicilia (57 e 39), Lazio (28 e 17) e Campania (23 e 17). Sul fronte dei presunti errori c’e’ da segnalare il caso positivo della Sardegna, dove in 29 mesi non ne e’ stato segnalato nessuno, mentre in Molise uno solo, e anche in Trentino Alto Adige, ma con la morte del paziente. Se a queste cifre si aggiungono anche le altre criticita’ arrivate all’esame della commissione, la maglia per la regione piu’ virtuosa spetta al Trentino, con un solo caso, seguito da Sardegna e Molise (2), Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Marche (3) e Umbria (4). Le cosiddette regioni virtuose, con la sanita’ migliore in Italia, si collocano nella seconda parte della classifica, con la Toscana a 29 casi di malasanita’ (18 decessi), Lombardia a 28 (11 morti), Emilia Romagna 24 (16 morti) e Veneto 23 (13 morti).