No Tav torturarono carabiniere, l’accusa dell’avvocato: “408 giorni di prognosi”

di Redazione LadyBlitz
Pubblicato il 14 ottobre 2014 13:25 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2014 13:40
"In Valsusa torturato un carabiniere dai No Tav”: l’accusa dell’avvocato dello Stato (foto Lapresse)

“In Valsusa torturato un carabiniere dai No Tav”: l’accusa dell’avvocato dello Stato (foto Lapresse)

TORINO – “Il carabiniere  fu picchiato, massacrato e riportò 408 gironi di prognosi, poi giudicato non più idoneo al servizio”: a parlare è l’avvocato Mauro Prinzivalli, dell’avvocatura dello Stato che ha rievocato al maxi processo No Tav un episodio del 3 luglio, quando un vice brigadiere Luigi Dematteo rimase isolato in balia dei manifestanti, durante gli scontri intorno al cantiere.

Il militare, secondo la ricostruzione dell’avvocato Mauro Prinzivalli, era armato e fu circondato e rilasciato dopo circa un’ora.

L”avvocato Mauro Prinzivalli è intervenuto durante un’udienza al maxi processo No Tav contro i 53 attivisti imputati per gli scontri con le forze dell’ordine scoppiati il 27 giugno e il 3 luglio 2011.

Inoltre Mauro Prinzivalli ha chiesto varie provvisionali per gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri con i No Tav e il risarcimento dei danni provocati ai mezzi schierati a difesa del cantiere. Pesanti le richieste in relazione al danno morale per il pregiudizio all’immagine dello Stato: 500 mila euro al Ministero dell’Interno, 100 mila alla Difesa e 50 mila al ministero dell’Economia.

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