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Incendi Piemonte: cappa di caligine su Torino, polveri sottili alle stelle. 1600 ettari in fumo FOTO

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Incendi Piemonte, 1600 ettari in fumo, esercito in allerta. E il vento fa paura

ROMA – Incendi Piemonte, 1600 ettari in fumo, esercito in allerta. E il vento fa paura. I fumi degli incendi che da giorni devastano le vallate alpine piemontesi, molto densi di carbonio e particolato, si stanno riversando sulla pianura. L’odore di bruciato ha invaso anche Torino, dove i livelli di Pm10 sono schizzati alle stelle. Secondo le rilevazioni dell’Arpa, l’Agenzia regionale per l’ambiente, le polveri sottili hanno raggiunto i 199 mcg/mc nella giornata di ieri, quattro volte i limiti previsti.

In pochi giorni sono andati bruciati nelle valli piemontesi 1600 ettari, più di quanto è andato distrutto durante tutto l’anno: una vera emergenza che rischia di acuirsi perché le previsioni meteo sul vento fanno paura.  Il fronte del fuoco non arretra, resta massima l’allerta per gli incendi che bruciano le vallate di Torinese e Cuneese.

Fiamme dolose per Giustino Bello, sindaco di Cantalupa, piccolo centro in provincia di Torino tra i più colpiti dall’emergenza che interessa una sessantina di Comuni con oltre 1.600 ettari di vegetazione devastati.

Esercito in allerta. La Regione ha avviato le procedure per chiedere lo stato di calamità. E, dopo una giornata di appelli da parte della politica, annuncia un “significativo potenziamento” dei vigili del fuoco e l’esercito “in stato di allerta” pronto ad intervenire. Dallo scorso 10 ottobre, quando è scattata l’allerta, gli interventi per spegnere i roghi favoriti dalla siccità e da un autunno mai così caldo come negli ultimi sessant’anni sono stati più di 200. I voli della flotta aerea dello Stato, coordinata dal Dipartimento di Protezione Civile, sono stati 60 dal 18 ottobre, per un totale di circa 330 lanci di liquido estinguente.

Da giorni sono al lavoro 120 vigili del fuoco e volontari Aib della Regione Piemonte, affiancati dal personale di tutte le forze dell’ordine. La priorità assoluta, sottolinea Chiamparino, è quella di “garantire la sicurezza delle persone, delle case e delle infrastrutture”. Incendi sono attivi, in particolare, in provincia di Torino, nelle aree di Cumiana, Caprie (dove sono state evacuate alcune persone) e Cantalupa, dove ieri un 26enne è morto d’infarto mentre tagliava alcuni alberi per non alimentare il fuoco.

Il fuoco minaccia Torino. Le fiamme minacciano Casa Canada, lo chalet in legno allestito dalla delegazione canadese a Torino, in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, e poi donato al Cai di Pinerolo. Criticità, sempre in provincia di Torino, anche nel Canavese, dove i roghi minacciano i preziosi vigneti dell’Erbaluce Doc, e in provincia di Cuneo, nei comuni di Pietraporzio e Casteldelfino. Evacuate alcune persone dalla borgata di Pui, è chiusa al traffico la statale 21 del Colle della Maddalena. Sono una quarantina i camionisti bloccati da ieri sera sulla strada che collega Italia e Francia.

Nuvola di fumo sulla Pianura Padana piena di monossido di carbonio. A rendere difficili le operazioni di soccorso sono la cenere e il denso fumo, che consentono l’utilizzo di Canadair ed elicotteri solo a tratti. I fumi, molto densi e ricchi di monossido di carbonio e particolato, si stanno riversando dalle vallate sulla Pianura Padana, dove sono in aumento i livelli di Pm10 e di Pm2,5. Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, prevede “un ulteriore peggioramento delle condizioni di inquinamento atmosferico nel caso gli incendi dovessero proseguire con l’intensità attuale”.

Per questo motivo la Città di Torino invita i cittadini a “osservare le principali cautele da adottare in situazioni di alta incidenza di polveri nell’aria”. Le previsioni meteo non sono rassicuranti. Attesi, dalla tarda mattinata di domani, venti forti in alta quota, con progressivo sviluppo di condizioni di foehn nelle vallate alpine, Val Susa compresa, dove oggi è ripreso l’incendio di Caprie. Resta quindi “molto elevato” il pericolo incendi boschivi su tutto il territorio regionale (foto Ansa).

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