Incendio alla fabbrica dormitorio a Prato, i cinesi vivono in un capannone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2014 15:01 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2014 15:01
Incendio alla fabbrica dormitorio a Prato, i cinesi vivono in un capannone

La fabbrica dormitorio incendiata a Prato (Foto Ansa)

PRATO – Dormono in un capannone industriale, al gelo, i parenti delle vittime del rogo della fabbrica-dormitorio di Prato del 1° dicembre 2013. Laura Montanari di Repubblica è andata a vedere come stanno. E ha trovato letti per terra, niente riscaldamento, pareti divisorie di cartone.

Dopo la tragedia costata la vita a sette dei loro parenti, questi lavoratori cinesi sono stati sfrattati dall’appartamento in cui abitavano in subaffitto, pagato caro, scrive Montanari.

Sono andati a vivere, tutti e 14 insieme, nel capannone a Iolo. Fuori hanno appeso degli striscioni: “7 vite e ancora nessuna giustizia”.

Chiedono di poter fare il funerale ai loro cari (solo uno di loro l’ha avuto). Chiedono gli stipendi arretrati e mai pagati degli operai morti e un lavoro o un risarcimento alla titolare del laboratorio di moda in cui lavoravano le vittime. Alcuni di loro hanno manifestato al consolato cinese di Firenze, per la prima volta, per chiedere aiuto. 

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha promesso di sostenere economicamente con degli indennizzi i familiari delle vittime. Rossi ha spiegato che 

“La Regione ha creato da diversi anni un fondo di solidarietà per le famiglie delle vittime di incidenti mortali sul luogo di lavoro. Penso che sia importante testimoniare con fatti concreti la vicinanza a chi ha subito una perdita così grave per eventi accaduti nella nostra regione, indipendentemente dal paese di origine”.

La legge del 2008 che ha istituito il Fondo di solidarietà prevede un contributo che va da un minimo da 20 a un massimo di 25 mila euro.