Cronaca Italia

Incendio a Como, morta anche bimba di 5 anni

incendio-como

Incendio a Como, morta anche bimba di 5 anni

COMO – Non ce l’ha fatta la bimba di 5 anni coinvolta nell’incendio appiccato dal padre nella loro casa di Como la mattina del 20 ottobre. La bimba è morta in serata all’ospedale Buzzi di Milano, dove era stata ricoverata dopo il salvataggio da parte dei vigili del fuoco. Sale quindi a cinque il bilancio delle vittime: il padre, che avrebbe appiccato le fiamme, e i suoi quattro figli di 3, 5, 6 e 11 anni.

Dietro al tragico gesto del padre, ci sarebbero problemi economici. Faycal Haitot, marocchino di 49 anni con regolare permesso di soggiorno, è morto per intossicazione da fumo insieme ai suoi bambini, un maschietto di 11 anni e due femminucce di 6 e 3 anni che sono morti poco dopo, e a un’altra sorellina, di 4 anni e mezzo, deceduta in serata all’ospedale Buzzi di Milano. I medici erano riusciti a riprenderla da un arresto cardiaco ma il prolungato stop del cuore ha causato danni irreparabili, scrive l’Ansa.

A dare l’allarme, la mattina di venerdì dopo le 7, sono stati alcuni vicini di casa. Insieme – all’ultimo piano di una palazzina situata in via San Fermo 18 – hanno cercato di intervenire in attesa dei soccorsi, e con un badile hanno spaccato la porta dell’ appartamento.

“Quando si è spalancato l’ingresso subito il fuoco si è ravvivato con una grande fiammata – racconta uno degli uomini intervenuti, Reza Nasir – e c’erano pezzi di legno e di carta che andavano a fuoco subito dietro, evidentemente accatastati apposta”.

La circostanza è stata poi confermata dai vigili del fuoco e dagli investigatori della Questura che stanno svolgendo le indagini e per i quali ormai l’ipotesi è una sola: omicidio-suicidio.

“Le ragioni del gesto sarebbero da ricondurre alla difficile situazione in cui è piombato il nucleo famigliare dopo l’ allontanamento della madre – ha spiegato la Polizia – presa in carico dai servizi sociali del Comune di Como a causa delle precarie condizioni psichiche e inserita in una struttura di recupero”.

Proprio per questo motivo i bambini erano stati affidati, fin dal febbraio scorso, al padre. Che però prima “aveva perso il lavoro – come ricorda un vicino – e cercava di arrangiarsi con dei lavori saltuari”, e poi anche il controllo della gestione dei bambini “che da settembre non andavano più a scuola”, ha ricordato un’amica di famiglia.

Alla fine, nella sua mente deve essere scattata l’idea di farla finita. Ha appiccato il fuoco e poi (l’esatta dinamica verrà stabilita dai medici legali) quando i bambini sono svenuti per il fumo, li ha composti con sé sul lettone – o lo ha fatto mentre loro dormivano – aspettando anche lui la morte insieme a tutto quello per cui aveva vissuto fino a quel momento.

To Top