Incendio Fiumicino: indagato anche Lorenzo Lo Presti, ad di Adr

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2015 18:53 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2015 18:53
Incendio Fiumicino: indagato anche Lorenzo Lo Presti, ad di Adr

Incendio Fiumicino: indagato anche Lorenzo Lo Presti, ad di Adr

ROMA – C’è anche l’ad di Aeroporti di Roma, Lorenzo Lo Presti, tra gli indagati della procura di Civitavecchia nell’ambito dell’inchiesta sul rogo nel Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino. Violazione della normativa sulla sicurezza dei lavoratori il reato ipotizzato nei confronti del manager.

L’ipotesi di accusa nei confronti di Lo Presti è legata, secondo quanto si è appreso, all’impiego del personale, nei giorni successivi all’incendio che ha devastato mille metri quadrati dell’area commerciale del Terminal 3, in violazione delle norme in materia di tutela della salute. Almeno 150 lavoratori hanno recentemente lamentato problemi respiratori e alla pelle.

Aeroporti di Roma, a proposito delle sostanze rilevate dopo il rogo, ha voluto precisare in una nota:

“Il Toluene, un comune solvente, è l’unico elemento inquinante citato nel provvedimento di sequestro, sempre al di sotto dei valori dettati dalla normativa”. La società precisa “che l’unico elemento inquinante, peraltro non derivante da combustione, citato nel dispositivo è il Toluene, un comune solvente che è stato usato dalla società Belfor, leader mondiale nel disaster recovery, durante le operazioni di bonifica (tinteggiatura e tamponatura). La presenza  di questo elemento  è  stata sempre monitorata, all’interno della famiglia delle sostanze organiche volatili, dalla HSI Consulting, a partire dal giorno 8 maggio e continua tuttora”.

“I valori riscontrati sono risultati sistematicamente e nettamente al di sotto della normativa nazionale ed internazionale per i luoghi di lavoro, eccezion fatta per il giorno 16 maggio quando si sono alzati, pur restando inferiori ai livelli di guardia, proprio in coincidenza con le operazioni di ripristino messe in atto dalla Belfor”, continua la nota.

Per quanto riguarda il tema diossina, Aeroporti di Roma, “prende atto anche di quanto affermato dalla stessa procura e cioè che tale fattore non è oggetto del provvedimento”. Adr esprime “comunque, di nuovo, la propria fiducia nell’operato della magistratura e attende che finalmente le autorità sanitarie competenti si esprimano”.