Incendio Prato. Risarcimenti: 100mila € a sindacati, 25mila al sopravvissuto. Perché?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2015 12:08 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2015 12:08
Incendio Prato. Risarcimenti: 100mila € a sindacati, 25mila al sopravvissuto. Perché?

Incendio Prato. Risarcimenti: 100mila € a sindacati, 25mila al sopravvissuto. Perché? (foto LaPresse)

PRATO – Rogo nel capannone di Prato: a ciascun sindacato 100mila euro di risarcimento, al sopravvissuto 25 mila. E’ arrivata la prima sentenza per il rogo del capannone di Prato di dicembre 2013 in cui morirono sette operai cinesi. Ed è una sentenza di condanna che conferma in sostanza le tesi dell’accusa: fu un omicidio colposo plurimo. Gli operai morirono per colpa, perché in quel capannone, ammassati in condizioni disumane, non dovevano dormire.

Per questo sono stati condannati Lin Youlan, la titolare dell’azienda “Teresa moda” e principale imputata del processo a 8 anni e 8 mesi e altri due imprenditori cinesi. Fin qui tutto bene.

A lasciare quantomeno perplessi è la questione dei risarcimenti. Il giudice Silvia Isidori ha infatti deciso di risarcire per una somma complessiva di 400 mila euro le sigle sindacali Cgil,Cisl, Uil e Filctem che si sono costituite parte civile. Una cifra otto volte superiore a quella assegnata come risarcimento al Comune di Prato (50 mila euro). E sedici volte superiore a quella riconosciuta a uno dei sopravvissuti: 25mila euro.

Il giudice avrà avuto ragioni di diritto, ma la sentenza, come osserva Dario Di Vico sul Corriere della Sera, fa riflettere. Sarebbe stato compito anche dei sindacati, con tutte le difficoltà del caso vista la natura particolare della situazione, denunciare la situazione alla Teresa moda e non solo. Sarebbe stato compito del Comune intervenire, chiudere e prevenire.

Di processi, comunque, ce ne saranno altri. Compreso quello ai fratelli Pellegrini, i proprietari del Capannone. Se fossero accertate le loro responsabilità i giudici riconoscerebbero, di fatto, la connivenza ttesterebbe tra  un settore di proprietari immobiliari di Prato con le illegalità e lo schiavismo praticati nelle fabbriche dormitorio.

(Foto LaPresse)