Inchiesta Enav: arrestati l’ad Pugliesi e 2 manager. Pm: “Soldi all’Udc”

Pubblicato il 19 Novembre 2011 8:44 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2011 22:52

ROMA, 19 NOV – Arresti e perquisizioni sono scattati a Roma e in altre citta’ nell’ambito dell’Inchiesta sugli appalti Enav (Ente nazionale assistenti di volo) condotta dalla Procura della Repubblica della Capitale.

Tre le persone finite in manette: Guido Pugliesi, Ad dell’Enav (ai domiciliari); Manlio Fiore direttore commerciale di Selex e Marco Iannilli, commercialista del cosiddetto ‘gruppo Mokbel’.

Il Gip Anna Maria Fattori ha firmato i provvedimenti su richiesta del Pm Paolo Ielo. Pugliesi è accusato di illecito finanziamento in relazione ad una presunta tangente da 200 mila euro versata dall’imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print System, al segretario amministrativo dell’Udc Giuseppe Naro.

Quest’ultimo, a sua volta, è indagato dalla Procura di Roma per illecito finanziamento. Anche Lorenzo Borgogni, responsabile delle Relazioni esterne di Finmeccanica, dimissionario, e’ tra gli indagati .Per lui ra stato richiesto l’arresto, ma il gip non l’ha concesso.

L’episodio per cui è indagato Borgogni riguarda l’ormai nota vicenda della barca del deputato Marco Milanese, che sarebbe stata ceduta ad un prezzo di gran lunga superiore al suo valore. Insieme a Borgogni e allo stesso Milanese sono indagati per questo episodio Massimo De Cesare, legale rappresentante della Eurotec, Tommaso Di Lernia, ‘dominus’ della societa’, l’ex consulente Lorenzo Cola e il manager Fabrizio Testa. In particolare, secondo l’accusa, De Cesare e Di Lernia, con la mediazione di Testa, in accordo con Cola, che agiva ”di concerto” con Borgogni, avrebbero erogato a Milanese ”una utilita’ non inferiore a 224.224,57 euro, pari al valore della sopravvalutazione dell’imbarcazione piu’ spese di gestione e manutenzione del bene”.

Il ruolo di Pugliesi in questo episodio sarebbe legato all’accompagnamento di Di Lernia nell’ufficio di Naro in via Due Macelli, a Roma. Per la Procura le prove dell’incontro sono dimostrate dal fatto che il telefono cellulare di Di Lernia risultava agganciato alla cella di via Due Macelli e dal passaggio della sua auto nella zona a traffico limitato (Ztl). Non solo, Di Lernia, che con le sue rivelazioni ha consentito di aprire uno squarcio nel meccanismo degli appalti dell’Enav, avrebbe riconosciuto Naro durante un interrogatorio attraverso una fotografia.

Verte su una decina di appalti assegnati senza gara pubblica da Enav a Selex Sistemi Integrati l’inchiesta della Procura di Roma aperta piu’ di un anno fa e che ha portato a diversi provvedimenti giudiziari. Gli accertamenti dei pm hanno riguardato quindi anche la Selex, societa’ della quale e’ amministratore delegato Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. In particolare, al vaglio del pm Paolo Ielo sono finiti lavori, sia tecnici sia di opere civili, riguardanti gli aeroporti di Napoli e Palermo. L’ipotesi di lavoro degli inquirenti e’ che i lavori assegnati a Selex e subappaltati alle societa’ Print System, Arc Trade, Techno Sky ed altre abbiano determinato una sovrafatturazione dei costi e la creazione di un ‘surplus’, poi redistribuito tra i soggetti coinvolti, compresi esponenti dell’Enav. Il tutto in un arco di tempo che va dal 2005 al 2010.

Uno dei capitoli di questa indagine ha coinvolto il deputato del Pdl Marco Milanese, in relazione alla compravendita di uno yacht pagato una somma superiore a quella di mercato. Per la Procura tale maggiore valutazione dell’imbarcazione costituisce una forma di finanziamento illecito di un singolo deputato. Milanese, ex collaboratore dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e’ gia’ stato citato in giudizio. Il processo comincera’ il 21 febbraio prossimo.