Inchiesta Expo, Sergio Cattozzo: ‘cupola’ chiese oltre 2 milioni di tangenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2014 22:16 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2014 22:17
Inchiesta Expo, Sergio Cattozzo: 'cupola' chiese oltre 2 milioni di tangenti

Inchiesta Expo, Sergio Cattozzo: ‘cupola’ chiese oltre 2 milioni di tangenti

MILANO – Inchiesta sugli appalti per l’Expo 2015 di Milano, lievita a oltre due milioni di euro la somma delle presunte mazzette versate o promesse alla presunta “cupola degli appalti” al centro dell’inchiesta milanese che lo scorso 8 maggio ha portato in carcere l’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, l’ex funzionario del Pci Primo Greganti, l’ex senatore del Pdl Luigi Grillo, l’ex esponente dell’Udc ligure, poi passato a Ndc, Sergio Cattozzo, l’ex manager di Expo Angelo Paris e l’imprenditore vicentino Enrico Maltauro. A rivelare ai pm di Milano che le ‘stecche’ concordate con Maltauro per le gare di Sogin e di Expo avrebbero oltrepassato i due milioni di euro è stato martedì pomeriggio Cattozzo, durante circa cinque ore di interrogatorio.

Agli inquirenti Cattozzo ha anche parlato del ruolo di Grillo, di cui sarebbe stato una sorta di stretto collaboratore, confermando che l’ex senatore sarebbe stato a conoscenza del giro di tangenti di cui avrebbe anche intascato la propria quota.

Grillo, dal canto suo, durante l’interrogatorio di garanzia dello scorso 12 maggio, di fronte a una intercettazione del dicembre 2013, ha spiegato che i soldi ricevuti dall’imprenditore, che in quella telefonata aveva ringraziato “con grande enfasi”, erano un sostegno elettorale.

Da quanto è trapelato, Cattozzo nell’affrontare il capitolo Sogin (la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi) avrebbe riferito che a Maltauro sarebbe stato chiesto dalla “cupola” l’1,5% del valore dell’appalto, pari a circa 1 milione e 350 mila euro, di cui 600mila sarebbero stati effettivamente versati.

L’imprenditore, sempre stando all’interrogatorio, avrebbe promesso altri 600 mila euro in cambio dell’appalto ‘Architetture di Servizi’ per Expo 2015. A ciò si aggiungono i 300 mila euro lordi che Cattozzo avrebbe ricevuto da Maltauro sotto forma di consulenze sospette. La cifra finale, dunque, supera di parecchio quella finora individuata e contestata dalla Procura, che si aggirava a circa 1,2 milioni di euro.

Nel faccia a faccia con i magistrati, ritenuto molto utile alle indagini, l’esponente di Ndc ha anche affrontato l‘appalto da 323 milioni relativo alla Città della Salute che dovrà sorgere a Sesto San Giovanni (Milano) e su cui i pm stanno scavando per individuare altri sospetti accordi.

Intanto sono trapelate indiscrezioni sull’interrogatorio di garanzia di Frigerio. L’ex Dc passato poi tra le fila di Forza Italia, e con un posto da collaboratore all’ufficio politico del Ppe a Bruxelles non avrebbe negato di avere intascato somme di denaro da Maltauro. Denaro che gli inquirenti hanno incasellato sotto il nome di tangenti, e che per lui invece erano solamente versamenti a titolo di “regalie” per aver curato l’attività imprenditoriale del gruppo di Vicenza.

Frigerio ha definito Cattozzo il “segretario” di Grillo, raccontando che l’ex politico dell’Udc gli fu presentato proprio dall’ex senatore come il suo stretto collaboratore. Parole queste che hanno confermato la ricostruzione di investigatori e inquirenti secondo cui Cattozzo era l’uomo di fiducia di Grillo per tenere i rapporti e i contatti con le società e aziende a cui dovevano essere assegnate, secondo l’accusa, le gare d’appalto truccate in cambio di mazzette. Un’attività, secondo le indagini, che Cattozzo avrebbe portato avanti anche quando Grillo era senatore e sedeva in Parlamento.

Dunque con l’interrogatorio di Cattozzo, che si aggiunge a quelli di Paris e di Maltauro, l’impianto accusatorio della Procura ne è uscito consolidato e l’inchiesta potrebbe fare passi in avanti.