Inchiesta G8. Fusi: “Io ci metto la faccia, alla Scuola dei Marescialli rubano ancora”

Pubblicato il 30 Marzo 2010 12:31 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 12:31

«Alla Scuola dei Marescialli dei carabinieri stanno ancora rubando soldi e la Scuola è ancora ferma». Lo ha detto l’ex presidente dell’impresa Btp, Riccardo Fusi, uscendo dal tribunale del riesame dove oggi si è discusso sul ricorso della Procura di Firenze contro il no del gip alla richiesta di arresto per l’imprenditore indagato nell’ambito dell’inchiesta fiorentina sull’appalto per la Scuola Marescialli dei carabinieri, filone toscano dell’indagine sui grandi eventi. I giudici del riesame si sono riservati la decisione che arriverà nei prossimi giorni.

All’uscita dall’aula Fusi, accompagnato dai suoi legali, Alessandro Traversi e Sara Gennai, si è intrattenuto con i giornalisti. Rispondendo a chi gli chiedeva perché si fosse presentato all’udienza, Fusi ha risposto: «Metto sempre la mia faccia, non ho niente da nascondere, spero che emerga la verità, una verità che non sta emergendo. Le carte credo che siano molto chiare. Spero che giustizia venga fatta». Infine, a chi gli chiedeva chi stesse ancora rubando soldi sulla Scuola Carabinieri, Fusi ha risposto: «Ho grande meraviglia anche rispetto ai media. Sono 10 anni che dico le stesse cose e sono 10 anni che non emerge la verità. Non potrò mai capire. Guardatevi intorno, guardate le carte e vedrete che ho ragione».

Spiegando la posizione della difesa riguardo le esigenze cautelari, l’avvocato Traversi ha detto che «non sussistono concreti pericoli di reiterazione di un reato che, peraltro, noi contestiamo sia mai stato commesso». «In questa sede – ha aggiunto – non possiamo entrare nel merito dei fatti, sennò sarebbe una discussione anticipata del processo, si discute se sussistono le esigenze cautelari. In questo caso non sussistono».