Inchiesta G8, consulenze da migliaia di euro e buchi nel bilancio: i conti della gestione Balducci

Pubblicato il 11 settembre 2010 9:11 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2010 9:28

Angelo Balducci

Il nuovo coordinatore dei  “Grandi Eventi”, Giancarlo Bravi ha iniziato a mettere mano agli sprechi della precedente gestione, quella di Angelo Balducci. E ha iniziato tagliando consulenze e collaborazioni ben pagate ma dai compiti indefiniti.

100.000 euro per una consulenza all’avvocato Sergio Lupinacci, 200.000 ad un altro avvocato, Edgardo Azzopardi, 50.000 al figlio dell’ex procuratore romano Achille Toro. E’ lunga la lista, compilata da Fiorella Sarzanini sul  Corriere della Sera, dei professionisti profumatamente pagati dai funzionari che gestivano i “grandi eventi”. Ed è un elenco che offre uno spaccato inquietante del modo in cui venivano gestiti i soldi pubblici con la “copertura” della procedura d’urgenza.

Ci sono i soldi versati a pioggia anche per le celebrazioni di Italia 150 e quelli per l’organizzazione dei mondiali di nuoto a Roma. Ora, però, è tempo di vacche magre perché Bravi ha iniziato a tagliare visto che, a breve, la Corte dei Conti chiederà chiarimenti sulle uscite “gonfiate” della macchina dei grandi eventi.

La Ferratella, prima della cura Bravi, oltre ai suoi legali, si appoggiava anche a 4 studi legali esterni: tutti avvocati ben pagati senza che, però, nessuno si fosse preso la briga, racconta la Sarzanini, di spiegare quali fossero le funzioni. Oltre ad Azzopardi e Lupinacci (che all’inizio aveva raccontato di lavorare a titolo gratuito). Oltre a loro fuori dalla torta anche avvocatessa Alessia Menocci che per difendere i suoi 50.000 euro ha fatto anche ricorso ma ha perso e Federico Vecchio che ha dovuto rinunciare a una consulenza da 40.000 euro.

L’elenco delle consulenze revocate stilato dal Corriere è lungo. Non ci sono, infatti, solo avvocati ma anche ingegneri e architetti. Scrive la Sarzanini: “Revoca per Attilio De Fazi che aveva pattuito una consulenza di 40 mila euro e annullamento del contratto per Francesco Buzzomanno che avrebbe dovuto avere 50 mila euro l’anno ma non ha mai preso neanche un centesimo. L’architetto Luciano Paperini dovrà rinunciare a 35 mila euro, mentre Damiano De Propris esperto nella bonifica delle aree ne perde 20 mila. Poco più di Francesco Fiorentino che doveva averne 15 mila. Ben più remunerativo – 30 mila euro – il contratto dell’ingegner Agostino Elefante, anche lui da poco revocato”.

Il taglio delle consulenze, in ogni caso, non è ancora sufficiente per mettere a posto i conti. Solo per i mondiali di nuoto, riporta il Corriere, c’è un buco da 9 milioni di euro mentre quello per Italia 150 sfiora i 90. Non esattamente spiccioli.

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