Inchiesta G8, Balducci e De Santis ai domiciliari dopo 5 mesi in cella

Pubblicato il 13 luglio 2010 19:31 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2010 19:31

Angelo Balducci

Angelo Balducci e Fabio De Santis tornano a casa, dopo 5 mesi in cella. Il primo era a Prato, il secondo a Sollicciano. I due uomini della cricca degli appalti pubblici, ovvero l’ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici e il provveditore alle Opere pubbliche della Toscana, vanno agli arresti domiciliari.

A concederli, nell’ambito dell’inchiesta a Roma per le presunte irregolarità sulla costruzione della scuola dei Marescialli di Firenze, è stato il tribunale del riesame presieduto da Giuseppe D’Arma.

A casa, sempre detenuto però, c’è già l’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli. ricordato soprattutto per essere stato colui che, in una conversazione telefonica intercettata, rideva per il terremoto in Abruzzo, e confermata oggi dallo stesso tribunale del riesame.

Parzialmente accolti, quindi, i ricorsi presentati dagli avvocati Franco e Francesca Coppi nonche’ Roberto Borgogno (Balducci) e Remo Pannain (De Santis) i quali avevano sollecitato la revoca delle misure cautelari rinnovate dagli inquirenti romani dopo il ricevimento degli atti, per competenza territoriale, dai colleghi del capoluogo fiorentino. Questi riguardavano anche la posizione di un altro indagato, l’avvocato Guido Cerruti, deceduto nei giorni scorsi per un male incurabile.

I difensori dei due indagati, così come quelli di Piscicelli, Marcello e Matteo Melandri, attendono ora di leggere le motivazioni del tribunale del riesame prima di valutare se ricorrere in Cassazione per chiedere la remissione in liberta’ dei propri assistiti. Una eventualita’ sulla quale, ieri, si erano espressi negativamente i pubblici ministeri Ilaria Calo’ e Roberto Felici, titolari dell’inchiesta sul presunto giro di mazzette che avrebbe scandito la costruzione della scuola Marescialli di Firenze.

Circostanze respinte dagli indagati i quali hanno invocato la trasparenza e limpidezza delle procedure seguite per l’assegnazione degli appalti. Quella finita al vaglio degli inquirenti romani e’ solo una tranche della piu’ ampia inchiesta riguardante un sistema di corruzione subordinato agli appalti per i cosiddetti ”Grandi Eventi”, ossia le opere in cantiere anche per il G8 della Maddalena, poi tenutosi a L’Aquila, i mondiali di Nuoto del 2009 e le celebrazioni per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia.