Inchiesta trans. Difensore Testini: “Prove infondate e inconsistenti”

Pubblicato il 21 maggio 2010 21:56 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2010 0:13

“L’incidente probatorio richiesto dalla Procura di Roma ha dimostrato l’infondatezza e l’inconsistenza delle prove a carico dei carabinieri indagati”. Così l’avvocato Valerio Spigarelli, difensore del carabiniere Nicola Testini, commenta l’esito degli interrogatori dei testimoni del caso Marrazzo, tenutisi tramite incidente probatorio e conclusi venerdì 21 maggio.

“In una vicenda in cui persino le richieste di custodia cautelare ancora non decise dal gip sono finite sui giornali – ha aggiunto il legale – nulla di quel che è realmente accaduto è stato riportato dai media. Vista questa inaspettata riservatezza, è allora onere della difesa informare che i testimoni sentiti, i quali avrebbero dovuto confermare il fantasioso movente dell’omicidio di Gianguarino Cafasso, lo hanno smentito. E ancora, è necessario precisare che la ricostruzione dei fatti operata nel corso dell’incidente probatorio, ha escluso nettamente che la morte di Cafasso sia stata determinata dall’assunzione di un ‘miscuglio letale’ avvenuta la sera prima”.

Secondo Spigarelli, “la testimone oculare (la trans Jennifer, ndr) ha infatti riferito di aver assunto il medesimo miscuglio letale, sia pur in dose ridotta, e pur essendo, a differenza di Cafasso, non assuntore abituale, è stata perfettamente in grado di passare la notte davanti al computer”. Non meno fondamentali, per il legale, sono le circostanze relative ad altri fatti. “In aula – ha sottolineato – si è assistito ad una serie di mancati riconoscimenti; altri testi hanno ammesso di aver reiteratamente dichiarato cose diverse da quelle iniziali; la teste Natali, entrata in aula come tale, ne é uscita come indagata per spaccio di droga”.